Nella Bassa veronese la situazione legata all’abbandono dei gattini è diventata sempre più critica, fino a essere descritta dalle associazioni animaliste come un vero e proprio stato di emergenza strutturale. Ogni giorno arrivano decine di richieste di intervento per cucciolate trovate sul territorio o lasciate senza assistenza, mentre le strutture di accoglienza risultano ormai al completo.
A lanciare l’allarme è la Lega per la difesa del cane, punto di riferimento per la tutela animale nella zona, che segnala una pressione costante e crescente sulle volontarie. La presidente Mariella Zamperlin parla di una situazione non più gestibile con le attuali risorse: le richieste arrivano non solo dalla provincia di Verona, ma anche da aree limitrofe come il Rodigino e il Mantovano.
“Abbiamo deciso di non ricevere più gattini”, afferma Zamperlin, evidenziando come le strutture siano ormai sature e le possibilità di accoglienza e cura fortemente limitate. Il problema riguarda in particolare le cucciolate di pochi giorni o settimane, che richiedono assistenza continua e risorse economiche sempre più difficili da sostenere.
Solo in una giornata recente, il 15 giugno, sono arrivate segnalazioni per 18 micetti provenienti da diversi comuni della zona, un dato considerato rappresentativo di una tendenza ormai costante. Le associazioni sono costrette a operare delle scelte difficili, non riuscendo a rispondere a tutte le richieste.
La situazione non riguarda soltanto la mancanza di spazi, ma anche la scarsità di volontari e il progressivo invecchiamento delle cosiddette “gattare”, figure storiche che si occupano quotidianamente delle colonie feline. Secondo le associazioni, manca infatti un adeguato ricambio generazionale, elemento che rende ancora più fragile l’intero sistema di supporto.
Un ruolo centrale viene attribuito al tema della sterilizzazione, indicata come unica soluzione strutturale per contenere il fenomeno delle nascite incontrollate. A Nogara è attivo un ambulatorio dell’Ulss 9 Scaligera che si occupa della sterilizzazione delle gatte di colonia, ma secondo gli operatori i numeri attuali non sono sufficienti a incidere in modo significativo sul problema.
Ogni settimana vengono sterilizzate circa 15 gatte, ma le associazioni ritengono necessario un intervento più ampio e coordinato. In questo senso viene citato anche l’esempio del Comune di Legnago, che attraverso la Consulta per la tutela degli animali ha stanziato fondi per sostenere le sterilizzazioni delle famiglie con reddito Isee basso, con l’obiettivo di ridurre le nascite non controllate.
Il problema si estende anche ai casi di proprietari impossibilitati a occuparsi dei propri animali, come persone ricoverate o ospitate in strutture assistenziali. In queste situazioni, i volontari si fanno carico dei gatti nel tentativo di trovare nuove famiglie adottive.
Le associazioni seguono attualmente circa 500 gatti di colonie feline, un numero che, secondo gli operatori, evidenzia la dimensione ormai critica del fenomeno. Senza interventi strutturali e un maggiore sostegno istituzionale, il rischio è quello di un ulteriore peggioramento nei prossimi mesi estivi, tradizionalmente i più difficili sul fronte degli abbandoni.
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