Dal 15 giugno all’11 luglio 2026, l’atrio della Biblioteca Civica di Verona, in via Cappello 43, ospita la mostra “I manoscritti di Giovanni Arduino per la storia della geologia nel Settecento”. L’esposizione è curata da Guido Roghi (CNR – Istituto di Geoscienze e Georisorse) ed Ezio Vaccari (Università degli Studi dell’Insubria).
L’iniziativa offre al pubblico la possibilità di osservare materiali originali conservati nel Fondo Arduino, costituito da documenti autografi e scritti appartenenti al celebre geologo veronese. L’ingresso è gratuito e la mostra è visitabile con i seguenti orari: lunedì 14-19, da martedì a sabato 9-19.
L’esposizione rappresenta un’importante occasione per approfondire il contributo di Giovanni Arduino allo sviluppo delle scienze della Terra, in particolare nel contesto della geologia settecentesca.
Giovanni Arduino e le origini della geologia moderna
Giovanni Arduino (Caprino Veronese, 1714 – Venezia, 1795) è considerato una figura centrale nello sviluppo della geologia moderna europea del XVIII secolo. La sua formazione scientifica si sviluppa inizialmente a Verona, dove studia matematica, geometria e disegno sotto la guida del marchese Andrea Carlotti.
Successivamente si trasferisce in Tirolo per approfondire le tecniche minerarie e metallurgiche, esperienza che segnerà profondamente la sua attività scientifica e professionale. A partire dal 1740, Arduino dirige diverse miniere tra Vicentino, Senese e Appennino modenese, maturando una conoscenza diretta dei processi geologici e minerari.
La classificazione delle rocce e il contributo alla stratigrafia
Tra i contributi più rilevanti di Arduino spicca la sua celebre suddivisione delle rocce in “quattro ordini generali e successivi”, pubblicata nel 1760 e successivamente perfezionata nel 1774. Questo modello è considerato uno dei punti di partenza della moderna stratigrafia dell’Italia nord-orientale.
Le sue osservazioni sull’area vicentino-veronese hanno inoltre contribuito al riconoscimento delle antiche attività vulcaniche in Veneto, aprendo nuove prospettive nello studio delle rocce ignee come il basalto. Il suo lavoro ha avuto un impatto significativo nel dibattito scientifico settecentesco sull’origine dei materiali geologici.
Ricerca scientifica, accademie e attività interdisciplinare
Oltre all’attività sul campo, Giovanni Arduino si afferma anche come studioso e consulente scientifico. Nel 1769 viene nominato Soprintendente all’Agricoltura della Repubblica Veneta, incarico che valorizza le sue competenze chimico-mineralogiche e agrarie.
Nel corso della sua carriera pubblica numerosi articoli su geologia, mineralogia e agronomia, comparsi sul Giornale d’Italia. La sua fama si estende a livello internazionale grazie all’ingresso in prestigiose accademie scientifiche europee, tra cui quelle di Siena, Torino, Berlino, Zurigo e Lund.
Nel 1785 viene ammesso alla Società Italiana dei Quaranta, su presentazione di Lazzaro Spallanzani, consolidando ulteriormente il suo ruolo nella comunità scientifica del tempo.
Un’eredità tra scienza e tecnica nel Settecento europeo
L’attività di Arduino si distingue per la capacità di unire osservazione empirica e teorizzazione scientifica. Le sue ricerche spaziano dalla geologia alla mineralogia, fino all’agronomia, all’idraulica e alla pratica mineraria, evidenziando un approccio fortemente interdisciplinare.
La sua opera rappresenta una sintesi tra scienza e tecnica tipica del Settecento, in cui l’esperienza diretta sul territorio si intreccia con l’elaborazione di nuove teorie geologiche. Il carteggio con studiosi italiani ed europei testimonia inoltre l’ampiezza della sua rete di contatti scientifici e la rilevanza internazionale delle sue ricerche.
La mostra alla Biblioteca Civica di Verona permette quindi di riscoprire non solo i manoscritti, ma anche il ruolo centrale di Giovanni Arduino nello sviluppo della geologia come disciplina scientifica moderna.
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