I lavori per la nuova pista ciclabile di via Preare, a Verona, hanno riportato alla luce importanti reperti archeologici che potrebbero riscrivere un tratto della storia antica della città. Durante gli scavi è infatti emersa una possibile strada di epoca romana che, secondo le prime ipotesi, potrebbe coincidere con un tratto della storica via Claudia Augusta, una delle principali arterie viarie dell’Impero romano dirette verso il Nord Europa.
L’area interessata dal ritrovamento si trova lungo l’asse che collega Santo Stefano a Parona, un percorso che in epoca antica rappresentava una direttrice strategica verso la Valpolicella e il Brennero. Via Preare coincide infatti con uno dei lunghi tratti rettilinei dell’antica viabilità romana che attraversava la zona nord di Verona.
Al momento, però, gli archeologi invitano alla prudenza. Le prime verifiche effettuate nell’area non consentono ancora di stabilire con certezza la natura dei resti rinvenuti. Secondo gli esperti potrebbe trattarsi anche di una strada appartenente a un periodo successivo rispetto all’epoca romana, motivo per cui sono state avviate attività di campionatura e analisi dei materiali emersi durante gli scavi.
La zona è stata transennata nei pressi del punto vendita Unieuro, in direzione Parona, mentre la Soprintendenza Archeologica dovrà ora effettuare ulteriori accertamenti per definire l’origine dei reperti e valutare eventuali interventi di tutela.
Nonostante il ritrovamento, i lavori per la realizzazione della ciclabile non dovrebbero subire particolari rallentamenti. Il progetto, avviato a metà marzo, rappresenta uno degli interventi principali per la mobilità sostenibile nella zona nord della città e punta a collegare in sicurezza Parona, Borgo Trento e ponte Garibaldi.
L’attenzione degli studiosi si concentra anche su un altro elemento emerso nello scavo: la possibile presenza di un contesto funerario antico. Nell’area sarebbe infatti visibile la forma di un teschio, dettaglio che ha aperto l’ipotesi di una necropoli lungo il tracciato stradale.
Nel mondo romano era consuetudine collocare tombe e sepolture fuori dai centri abitati, spesso proprio lungo le principali vie di comunicazione, elemento che rafforza la possibilità che l’area di via Preare possa aver ospitato uno spazio funerario.
La via Claudia Augusta rappresentava una delle infrastrutture più importanti dell’Italia romana settentrionale. Dopo aver attraversato Verona, la strada proseguiva verso la Valpolicella e il Brennero fino a raggiungere Austria e Germania, collegando la Pianura Padana con le regioni del Nord Europa.
Secondo le ricostruzioni storiche, il tratto che attraversava Parona si diramava successivamente verso San Pietro in Cariano e le vallate circostanti, trasformandosi progressivamente in una rete di percorsi minori e sentieri ancora riconoscibili sul territorio.
Parallelamente ai lavori della ciclabile, il Comune è intervenuto anche sul patrimonio arboreo di via Preare con alcuni abbattimenti che hanno suscitato le proteste del Comitato Salviamo Parona. L’amministrazione aveva però spiegato che le verifiche tecniche effettuate nei mesi scorsi avevano evidenziato condizioni critiche per il filare di tigli presenti lungo la strada.
Ora il focus si sposta soprattutto sugli sviluppi archeologici. Il ritrovamento potrebbe aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione della viabilità antica veronese, offrendo nuove informazioni sulla presenza romana e sull’organizzazione del territorio a nord della città.
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