Un’inchiesta sviluppata a partire dagli ambienti della ex baby gang «Qbr» ha portato alla luce un presunto giro di spaccio tra Verona e alcuni comuni limitrofi, con una decina di giovani finiti sotto indagine. Secondo la Procura, il gruppo avrebbe gestito un traffico di hashish e cocaina attivo per diversi mesi, tra la fine del 2024 e la primavera del 2025, con ramificazioni operative anche a Castel d’Azzano e Vigasio.
Il procedimento si trova ora in una fase cruciale: nella giornata odierna gli indagati sono stati convocati davanti al giudice per le indagini preliminari Livia Magri per l’interrogatorio preventivo di garanzia. Si tratta di un passaggio determinante, durante il quale gli accusati potranno fornire la propria versione dei fatti, assistiti dai legali Simone Bergamini, Giacomo Giulianelli e Davide Adami. La Procura ha avanzato richiesta di custodia cautelare in carcere per tutti i coinvolti, ritenendo concreto il rischio di fuga.
Le indagini, condotte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, avrebbero consolidato i sospetti iniziali degli inquirenti. Gli accertamenti avrebbero delineato una struttura organizzata, con ruoli differenziati e una gestione coordinata delle attività illecite, incentrate sull’acquisto e la distribuzione di sostanze stupefacenti. Tra gli indagati emergerebbe la figura di un giovane di 22 anni, ritenuto il presunto promotore del sistema: secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe gestito quantitativi significativi di droga, affidando ad altri componenti del gruppo sia le operazioni di vendita sia quelle di approvvigionamento.
Un elemento rilevante dell’inchiesta riguarda il coinvolgimento di minorenni. Alcuni ragazzi non ancora maggiorenni avrebbero avuto un ruolo di supporto, mettendo a disposizione le proprie abitazioni per custodire la droga. Le loro posizioni sono attualmente al vaglio della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Venezia, competente per questo tipo di procedimenti.
L’attività illecita avrebbe generato profitti consistenti, stimati in decine di migliaia di euro. Tra i nomi emersi figurano anche soggetti già noti alle cronache legate alla disciolta Qbr, inclusa una figura ritenuta in passato tra i leader del gruppo, attualmente sottoposta alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
Nel quadro delle accuse compare anche un episodio di rapina aggravata. Secondo gli investigatori, nel febbraio 2025 alcuni indagati avrebbero organizzato un incontro con due presunti fornitori per l’acquisto di un chilogrammo di cocaina. Dopo aver richiesto di testare una piccola quantità della sostanza e averne contestato la qualità , il gruppo avrebbe aggredito i venditori per poi sottrarre la droga e fuggire con il carico.
Le contestazioni mosse dalla Procura delineano quindi un contesto complesso, in cui si intrecciano spaccio organizzato e reati predatori. Tuttavia, come previsto dal sistema giudiziario, sarà ora il giudice per le indagini preliminari a valutare la fondatezza delle richieste cautelari, tenendo conto degli elementi raccolti e delle eventuali dichiarazioni rese dagli indagati nel corso degli interrogatori.
La decisione del gip Magri sarà determinante per stabilire le misure da adottare nei confronti dei giovani coinvolti, in attesa degli sviluppi successivi dell’inchiesta.
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