Il sistema trapiantologico italiano archivia il 2025 come l’anno più positivo di sempre, con risultati che consolidano il ruolo del Paese tra i leader europei nel settore. I dati parlano di oltre 2.100 donazioni e 4.697 trapianti effettuati, segnando un nuovo record storico e confermando una crescita costante negli ultimi anni.
A distinguersi in modo particolare è il Veneto, che si posiziona al vertice nazionale per numero di donatori. La regione registra infatti 49,5 donatori per milione di abitanti, un dato nettamente superiore alla media italiana di 30,2. Subito dopo si collocano Toscana e Piemonte, mentre segnali positivi arrivano anche da alcune regioni del Sud, tra cui Basilicata, Puglia e Campania, che mostrano un incremento significativo delle donazioni.
L’aumento delle donazioni ha avuto un impatto diretto anche sul numero dei trapianti, cresciuti dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Tra questi spicca l’incremento dei trapianti di cuore, passati da 413 a 461 interventi, con un aumento dell’11,6%. Rimangono sostanzialmente stabili i trapianti di rene, pari a 2.347, mentre quelli di fegato raggiungono quota 1.770. Si aggiungono inoltre 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas, a testimonianza di un sistema sanitario in grado di rispondere a diverse esigenze cliniche.
Un ulteriore dato significativo riguarda le cellule staminali emopoietiche: nel 2025 si registra il numero più alto di sempre per le donazioni effettive, pari a 490 (+19,5%), e per i trapianti da donatore non familiare, che raggiungono quota 1.161 (+6%). Un segnale concreto dell’evoluzione e del rafforzamento dell’intera rete trapiantologica nazionale.
Nonostante questi risultati incoraggianti, emerge una criticità legata alla volontà dei cittadini. Cresce infatti il numero di persone che esprimono il proprio orientamento al momento del rinnovo della carta d’identità: quasi 3,8 milioni nel 2025, pari al 59% dei richiedenti. Tuttavia, aumenta anche la quota di chi si oppone alla donazione. I “no” raggiungono il 40,1%, in crescita rispetto al 36,3% del 2024, con una maggiore incidenza tra i giovani tra i 18 e i 30 anni.
Parallelamente, i consensi scendono al 59,9%, in calo rispetto all’anno precedente. Resta invece stabile al 28,8% il numero delle opposizioni espresse dai familiari nelle rianimazioni. Un quadro che evidenzia la necessità di rafforzare le attività di informazione e sensibilizzazione, soprattutto tra le nuove generazioni.
Il tema è stato al centro degli Stati generali della rete trapiantologica, durante i quali è stato anche ricordato il caso del piccolo Domenico Caliendo, la cui vicenda ha profondamente segnato il settore. Un episodio definito come una “ferita aperta”, che ha spinto le istituzioni a intensificare le verifiche e le analisi per comprendere quanto accaduto e migliorare ulteriormente i protocolli.
Guardando al futuro, è già prevista una nuova campagna di sensibilizzazione in partenza ad aprile. L’iniziativa si inserisce in un contesto simbolico importante: ricorrono infatti i 70 anni dalla donazione delle cornee da parte di don Carlo Gnocchi e i 60 anni dai primi trapianti effettuati in Italia. Due anniversari che richiamano il valore etico e sociale della donazione di organi, oggi più che mai centrale per salvare vite
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