In un periodo di crescente incertezze economiche, la situazione salariale dei lavoratori veronesi si fa sempre più critica. Secondo l’analisi condotta dalla CGIL di Verona, circa 200.000 lavoratori nella provincia hanno visto diminuire il loro reddito reale negli ultimi tre anni, con perdite che vanno dai 2.000 ai 3.000 euro per persona. Questo fenomeno è il risultato di una combinazione tra un’inflazione accumulata del 16,4% dal 2022 e l’aumento del carico fiscale.
Francesca Tornieri, segretaria generale della CGIL Verona, ha dichiarato che «gli aumenti salariali ottenuti grazie alla contrattazione collettiva sono stati in gran parte divorati dal balzo delle imposte». La crescente pressione fiscale ha infatti annullato gli incrementi salariali, riducendo drasticamente il potere d’acquisto. Le stime della CGIL indicano che i lavoratori con un reddito annuo medio di 20.000 euro hanno visto una perdita di circa 700 euro, mentre chi guadagna 35.000 euro ha subito un abbassamento del reddito di oltre 2.000 euro.
Il quadro è ancora più allarmante per i lavoratori precari o a tempo parziale. Il sindacato denuncia che questi lavoratori, spesso giovani e donne, sono i più colpiti dalla crescente precarietà del mercato del lavoro. A Verona, circa la metà dei lavoratori nel settore privato si trovano in queste condizioni, con redditi medi annui che non superano i 12.000-13.000 euro lordi.
La CGIL propone soluzioni concrete per invertire la rotta. Prima fra tutte, la richiesta di restituire il fiscal drag, ossia l’indicizzazione delle aliquote IRPEF all’andamento dell’inflazione. Inoltre, il sindacato suggerisce di aumentare il livello delle detrazioni fiscali, affinché crescano al pari dell’inflazione. Interventi mirati sono necessari anche per sostenere giovani e donne, che subiscono maggiormente gli effetti della precarietà. La CGIL chiede inoltre un piano straordinario di assunzioni nella Pubblica Amministrazione, soprattutto nel settore sanitario, per affrontare la carenza di personale.
A sostegno di queste richieste, la CGIL ha indetto uno sciopero generale che si terrà oggi, 12 dicembre 2025, con un presidio in piazza Cittadella a Verona. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di politiche fiscali più giuste e di interventi concreti a tutela dei lavoratori.
In un contesto di precarietà e difficoltà economiche, la CGIL ribadisce l’urgenza di interventi mirati e di una vera e propria revisione delle politiche fiscali per garantire a tutti i lavoratori un reddito che sia sufficiente a mantenere il loro potere d’acquisto.
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