Domenica 1° dicembre 2025, il Teatro Camploy di Verona ospiterà lo spettacolo “Caino e Abele”, una produzione della compagnia Rodisio che rilegge in chiave contemporanea e simbolica la celebre vicenda biblica, liberandola dagli aspetti religiosi e restituendola al pubblico come una riflessione universale sulla paura della sconfitta, la fragilità e il valore dell’altro.
Lo spettacolo è inserito nel progetto “Come il vento che corre la terra”, promosso dal Comune di Verona con il finanziamento della Fondazione Cariverona, ed è realizzato con il supporto di BamBam Teatro. La produzione è firmata RODISIO/TAK Theater Liechtenstein, in collaborazione con il Festival “Resistere e Creare” di Genova e “Fuori Luogo” di La Spezia.
Una narrazione potente tra break dance e arte urbana
Al centro della scena ci sono due giovani breakers, interpretati da Alberto Galluzzi e Federico Sapucci, che trasformano il mito di Caino e Abele in un confronto fisico ed emotivo. Il linguaggio principale scelto dalla compagnia è la break dance, nata dalla cultura urbana degli anni ’70 e diventata espressione di autodeterminazione, ribellione e identità personale.
La narrazione è arricchita da un immaginario visivo contaminato da street art, Art Brut e suggestioni primitive, tra ironia, forza espressiva e sensibilità fragile, che accompagna il pubblico in un viaggio dentro il conflitto e l’incapacità di accettare la sconfitta.
Un racconto pensato per giovani e adulti, a partire dagli 8 anni
“Caino e Abele” è uno spettacolo adatto a un pubblico dagli 8 anni in su, pensato per stimolare il dialogo intergenerazionale e porre domande cruciali sull’identità, la crescita, il confronto e la convivenza. L’intento è educare attraverso l’arte, avvicinando le nuove generazioni a temi complessi con un linguaggio accessibile e coinvolgente, fatto di musica, movimento e immagini evocative.
La messinscena non propone risposte, ma spinge alla riflessione sul valore della sconfitta, sulla non accettazione dell’altro e sul fallimento come momento di crescita, contrapponendosi a una cultura contemporanea in cui la violenza sembra spesso l’unica risposta ammessa.
La poetica Rodisio tra ricerca, linguaggi del presente e apertura al mondo
Fondata nel 2005 da Manuela Capece e Davide Doro, la compagnia Rodisio è oggi una delle realtà italiane più affermate nel panorama del teatro contemporaneo per le nuove generazioni. Con una poetica che si nutre della quotidianità e dell’incontro tra culture, Rodisio ha portato i propri spettacoli in oltre 25 Paesi, partecipando a festival internazionali in Europa, Asia e Nord America, e ricevendo numerosi riconoscimenti.
Al centro del processo creativo della compagnia vi è un lavoro costante di laboratorio, ascolto e rielaborazione condotto con bambini, adolescenti, insegnanti e comunità. Da questo metodo emergono spettacoli capaci di parlare con leggerezza e profondità, alimentando un’idea di teatro partecipato, inclusivo e aperto.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.