L’Arena di Verona non è solo un simbolo internazionale della lirica, ma rappresenta un vero e proprio volano economico per l’Italia. Lo evidenzia un’analisi condotta da Nomisma, presentata a Milano il 10 novembre 2025, che ha quantificato l’impatto economico, occupazionale e fiscale generato dall’Opera Festival e dalle attività della Fondazione Arena.
Un indotto da due miliardi e un moltiplicatore di valore
Secondo i dati, la spesa dei 404.715 spettatori dell’edizione 2025 dell’Arena Opera Festival ha generato 315 milioni di euro in consumi legati a ospitalità, ristorazione, shopping, trasporti e attività culturali. Questa spesa ha attivato una produzione complessiva di quasi 2 miliardi di euro su scala nazionale, con la creazione di circa 6.000 posti di lavoro.
Ma è il moltiplicatore economico a impressionare maggiormente: ogni euro investito nella Fondazione Arena restituisce 6,3 euro al sistema economico. Questo effetto tiene conto dell’impatto diretto della spesa, ma anche di quello indiretto (filiera) e indotto (consumi generati).
La ricchezza rimane sul territorio
Uno degli aspetti più significativi riguarda la distribuzione geografica dell’indotto: il 60% del valore generato resta nella provincia di Verona, pari a 1,127 miliardi di euro. In particolare:
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651 milioni di euro (33%) sono stati generati nel Comune di Verona;
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486 milioni (25%) nel resto della provincia;
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392 milioni (20%) nelle altre province venete;
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Il restante 20% è distribuito nel resto del Paese.
Come ha sottolineato l’assessora Alessia Rotta, lo studio “certifica l’importanza dell’Arena non solo come istituzione culturale, ma anche come motore economico per tutta la comunità”.
Un modello di autonomia economica
A distinguere la Fondazione Arena nel panorama nazionale è la sua sostenibilità finanziaria: il 71% del valore prodotto proviene da biglietteria, sponsorizzazioni e contributi privati, mentre solo il 29% arriva da fondi pubblici. Una situazione inversa rispetto alla media nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche, che dipendono per il 75% dalle risorse pubbliche.
Per questo la sovrintendente Cecilia Gasdia e il vicedirettore artistico Stefano Trespidi hanno parlato di “impresa culturale” capace di superare il modello assistenziale e dimostrare che l’eccellenza artistica può anche sostenersi economicamente.
Anche il fisco beneficia dell’opera
L’effetto economico dell’Opera Festival si riflette anche nelle entrate fiscali: si calcola che l’indotto generi circa 206 milioni di euro in imposte distribuite tra Stato, Regioni e Comuni. Solo il Comune di Verona incassa oltre 4 milioni di euro tra tassa di soggiorno e altre imposte, mentre la Regione Veneto beneficia di 14,1 milioni di euro.
Verso uno statuto speciale
Alla luce di questi numeri, diversi esponenti del mondo culturale ed economico, tra cui Carlo Fontana e Severino Salvemini, hanno sottolineato la necessità di riconoscere alla Fondazione Arena uno statuto speciale, in virtù della sua unicità e del suo modello virtuoso. Un’opinione condivisa anche dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, che ha definito l’Arena “il simbolo dell’opera lirica nel mondo”.
Evento a Verona il 18 novembre
I risultati completi dello studio Nomisma saranno presentati anche a Verona, in un incontro aperto al pubblico in programma martedì 18 novembre alle 17.45 al Teatro Filarmonico. Un’occasione per approfondire il ruolo della cultura come motore di sviluppo economico e sociale.
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