Si perde sul sentiero al buio: escursionista tratto in salvo a Brentino Belluno

Tempestivo intervento del Soccorso alpino per un 47enne veronese bloccato in un tratto esposto al rientro dal Santuario della Madonna della Corona

Un’escursione si è trasformata in un momento di grande apprensione nella serata di domenica 12 ottobre a Brentino Belluno, dove un escursionista di 47 anni originario di Castel d’Azzano è stato soccorso dopo essersi perso lungo il sentiero 71, che si dirama dal Sentiero del Pellegrino e scende verso Affi. L’uomo, colto dall’oscurità e disorientato nel tratto più esposto del percorso, ha lanciato l’allarme poco prima delle 20.

Secondo quanto riferito dal Soccorso alpino di Verona, l’uomo non riusciva più a individuare la direzione corretta per rientrare a valle e, trovandosi in una posizione pericolosa sopra le pareti rocciose che si affacciano su Brentino, ha contattato i soccorritori. La geolocalizzazione iniziale si è rivelata imprecisa, rendendo più complesso l’avvio delle operazioni di ricerca.

Immediatamente, due squadre del Soccorso alpino sono partite da Verona e Rivoli, muovendosi a piedi dalla zona del Santuario della Madonna della Corona. Tra i soccorritori era presente anche un’infermiera della Stazione di Verona, pronta a intervenire in caso di necessità mediche.

Guidato telefonicamente dagli operatori, l’escursionista ha atteso fermo in un punto sicuro fino all’arrivo delle squadre. Dopo averlo raggiunto, i tecnici lo hanno imbragato e messo in sicurezza, riportandolo sul Sentiero del Pellegrino. Da lì, l’uomo è stato accompagnato a valle fino a Brentino, dove l’intervento si è concluso senza ulteriori problemi né conseguenze fisiche per il protagonista.

L’episodio, pur con lieto fine, riporta l’attenzione sull’importanza di pianificare con cura le escursioni, soprattutto nei mesi autunnali, quando le ore di luce si riducono e il rischio di trovarsi al buio in zone impervie aumenta. Il Soccorso alpino raccomanda sempre di informarsi preventivamente sul percorso, portare con sé torce, batterie di riserva e dispositivi GPS funzionanti, oltre a segnalare a qualcuno la propria meta e l’orario previsto di rientro.

Grazie alla prontezza dei soccorritori e al sangue freddo dell’escursionista, l’intervento si è risolto in poche ore e senza feriti, evitando quello che poteva trasformarsi in un dramma.

Redazione

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