Sperimentazione sui beagle bloccata dal TAR: vince la LAV, Aptuit lancia l’allarme ricerca

Il Tribunale Amministrativo del Lazio annulla l'autorizzazione alla multinazionale veronese Aptuit per i test su 800 cani. Soddisfatta la LAV, che parla di svolta etica. L’azienda: “Stop pericoloso per lo sviluppo di nuove terapie”

Aptuit

Una sentenza destinata a far discutere: il TAR del Lazio ha annullato il rinnovo dell’autorizzazione alla sperimentazione animale su 800 cani di razza beagle, concesso alla società farmaceutica Aptuit, con sede a Verona. La decisione arriva dopo un ricorso presentato dalla LAV – Lega Anti Vivisezione, che ha contestato la legittimità del permesso concesso dal Ministero della Salute, ritenendo insufficienti le motivazioni fornite a sostegno della proroga.

Il procedimento, avviato nel dicembre 2022, riguardava un progetto sperimentale che avrebbe previsto l’iniezione o la somministrazione forzata di molecole tossicologiche, oltre a numerosi prelievi di sangue quotidiani, con possibili effetti collaterali come ulcere, dolori, disturbi comportamentali e collasso venoso.


Il TAR: «Motivi insufficienti, cani non tutelati»

Il Tribunale ha motivato la sentenza sottolineando che le ragioni di “necessità” citate per autorizzare i test non erano sufficientemente specificate. In particolare, la sentenza evidenzia che la necessità di sviluppare nuovi farmaci non può essere di per sé una giustificazione automatica per autorizzare la sperimentazione su animali protetti come i cani.

«Altrimenti si dovrebbe ritenere che tali ricerche siano sempre autorizzabili, in contrasto con la normativa vigente», si legge nel dispositivo. Inoltre, il TAR ha criticato il Ministero della Salute per non aver considerato gli esiti delle indagini penali già avviate contro l’ex amministratore delegato di Aptuit e due veterinarie coinvolte nel progetto: il primo avrebbe richiesto il patteggiamento a 4 mesi, mentre le due professioniste avrebbero chiesto l’ammissione alla messa alla prova.


LAV: «Risultato storico per la tutela degli animali»

La sentenza rappresenta una vittoria giudiziaria e simbolica per il mondo animalista. La LAV ha esultato per la decisione, definendola un passo avanti per la protezione degli animali nei laboratori italiani. Michela Kuan, biologa e responsabile scientifica dell’associazione, ha commentato: «Questo pronunciamento chiarisce che non si possono rilasciare autorizzazioni generiche senza un’adeguata istruttoria, specie quando si parla di specie protette come i cani».

L’organizzazione ha anche ribadito la necessità di aggiornare le normative italiane ed europee, in modo da privilegiare i metodi alternativi alla sperimentazione animale, in linea con il principio di “riduzione, sostituzione e raffinamento” sancito dalla direttiva europea vigente.


Aptuit: «Senza questi studi, a rischio nuove cure»

Tutt’altro il tono delle reazioni da parte di Aptuit, che ha espresso preoccupazione per il futuro della ricerca scientifica in Italia. L’amministratore delegato Maria Pilla ha dichiarato: «Siamo davanti a una decisione incomprensibile che rischia di pregiudicare cure fondamentali per migliaia di persone», riferendosi in particolare allo sviluppo di terapie per malattie rare, oncologiche e neurodegenerative.

L’azienda ha ribadito di aver sempre operato nel rispetto della normativa vigente, e ha spiegato che la sperimentazione animale viene utilizzata solo in assenza di alternative, come previsto dalla legge. Per Aptuit, la sentenza rappresenta un grave ostacolo alla competitività della ricerca scientifica italiana, che rischia ora di subire un rallentamento nello sviluppo di farmaci innovativi.


La questione resta aperta

La vicenda riapre il dibattito sul confine tra etica e scienza, tra necessità terapeutiche e diritti degli animali. Da un lato, la richiesta di maggiore trasparenza e rigore nell’autorizzazione dei test sugli animali; dall’altro, la necessità – sottolineata dalle aziende farmaceutiche – di disporre di strumenti efficaci per garantire la sicurezza dei farmaci prima della loro immissione sul mercato.

 

Nel frattempo, la LAV ha annunciato che continuerà a monitorare il caso e a chiedere l’intervento del Ministero della Salute affinché nessun altro animale venga coinvolto in sperimentazioni simili, mentre Aptuit valuta le prossime mosse legali per tutelare la propria attività.

Redazione

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