Giovani e disagio psichico: farmaci e droghe venduti online senza controllo

Tra isolamento e disagio mentale, cresce l’uso di sostanze acquistate sul web per sedare ansia e depressione nei più giovani

L’uso di farmaci e droghe tra gli adolescenti non è più legato solo allo sballo del weekend, ma diventa sempre più una strategia disperata per affrontare ansia e depressione. A confermarlo sono i dati più recenti forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dalle strutture sanitarie veronesi, che evidenziano una crescita significativa dei disturbi psichici nelle nuove generazioni.

Secondo l’Oms, un giovane su sette soffre di problemi di salute mentale, una stima che trova riscontro nei numeri forniti dall’Ulss 9 del Veneto, dove nel 2024 si sono registrati 22.000 pazienti presi in carico dai servizi di Neuropsichiatria infantile, contro i 20.000 dell’anno precedente. Un incremento che fotografa un disagio sempre più diffuso e profondo, fatto di isolamento sociale, depressione, disturbi alimentari, autolesionismo e comportamenti suicidari, questi ultimi aumentati del 20% negli ultimi vent’anni.

Una forma di “automedicazione” che peggiora il problema

In questo scenario preoccupante, molti adolescenti cercano un sollievo immediato ricorrendo all’uso non controllato di droghe e psicofarmaci, spesso acquistati illegalmente online. Gli esperti parlano di quadri clinici complessi, dove tre quarti delle diagnosi includono l’abuso di sostanze usate con l’intento di autogestire il malessere psichico.

«Non si tratta più solo di tossicodipendenza classica», spiega Giuseppe Battaglia, direttore scientifico della clinica Santa Giuliana delle Torricelle, uno dei principali centri regionali per la cura delle patologie psichiatriche. «I ragazzi assumono farmaci come ansiolitici, antidepressivi o antipsicotici senza alcuna prescrizione, insieme a droghe sintetiche, per cercare di silenziare la mente». Ma questa forma di “cura fai da te” può portare a dipendenze croniche, alterazioni del comportamento, aggressività e disturbi della personalità.

La rete come piazza dello spaccio digitale

Un aspetto particolarmente inquietante è la facilità con cui queste sostanze vengono reperite online. Le piattaforme del dark web – ma anche alcuni canali superficiali della rete – offrono accesso immediato a molecole psicoattive, droghe sintetiche e farmaci da banco spesso spacciati come innocui. Molti prodotti arrivano sotto forma di profumatori per ambienti o composti non etichettati, così da sfuggire ai controlli legali.

Le nuove droghe “smart” sono il frutto di modifiche molecolari minime, che le rendono inizialmente non riconoscibili come illegali. Ne vengono immesse centinaia ogni anno, vendute a costi contenuti e recapitate direttamente a domicilio, spesso con poca consapevolezza da parte dell’acquirente. È questo uno dei motivi per cui il contrasto legale è difficile: molte sostanze, pur provocando effetti devastanti, non sono ancora classificate tra quelle vietate, e di conseguenza non perseguibili penalmente.

Trattamenti lunghi e complessi

Il trattamento di questi disturbi non può risolversi in poche settimane. Come sottolinea il dottor Battaglia, i percorsi terapeutici prevedono in media due mesi di ricovero, seguiti da anni di follow-up, perché il disagio psichico, sommato alla dipendenza da sostanze, crea situazioni cliniche estremamente delicate. Il lavoro degli operatori si complica ulteriormente quando il paziente ha già fatto uso di sostanze non identificate, con effetti imprevedibili sul piano neurologico e comportamentale.

Redazione

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