Le condizioni climatiche instabili hanno complicato la stagione del pomodoro da industria, ma nonostante le difficoltà, la raccolta è ufficialmente partita nel Veronese, principale area produttiva del Veneto. Le prime operazioni riguardano le varietà precoci, seguite nei prossimi giorni dai medio-precoci e in settembre dai medio-tardivi e tardivi. Il 2025 si conferma un’annata difficile, segnata da eventi meteo estremi e imprevedibili, con un impatto a macchia di leopardo sulle rese e sulla qualità dei raccolti.
Clima tropicale e rese disomogenee
Piogge intense in primavera e caldo anomalo tra giugno e luglio hanno messo a dura prova le coltivazioni. A descrivere il quadro è Marco Giavoni, referente per il pomodoro da industria di Confagricoltura Verona e titolare dell’azienda agricola La Colombarola a Nogarole Rocca.
“I pomodori precoci, piantati a metà aprile, hanno subito l’eccesso d’acqua e le basse temperature, con sintomi di asfissia radicale. Nonostante ciò, le piante si sono riprese con l’arrivo del caldo e hanno prodotto tra 850 e 900 quintali per ettaro. Meglio è andata ai medio-precoci, cresciuti in condizioni più favorevoli, con rese medie di 1.000 quintali/ettaro. I problemi più seri – aggiunge – li riscontriamo nei medio-tardivi e nei tardivi, che hanno affrontato le alte temperature di giugno in fase delicata, generando meno bacche e un previsto calo del 15-20% della produzione”.
Prezzi in ripresa e qualità del prodotto
Se la quantità preoccupa, la qualità è invece una nota positiva. I pomodori raccolti finora risultano sodi, profumati e idonei alla trasformazione. Inoltre, il prezzo ha registrato una netta ripresa, arrivando a 14,30 euro al quintale, un valore vicino ai livelli del 2023, grazie a un contratto favorevole con l’industria – risultato che non era stato raggiunto lo scorso anno.
“Oggi il pomodoro è tra le colture più remunerative tra i seminativi – spiega Giavoni – e questo sta spingendo molti agricoltori a investire nel settore. Tuttavia, i costi di produzione rimangono elevati, tra energia, concimi, fitofarmaci e materiali da imballaggio, e le marginalità si assottigliano”.
Superfici in crescita in Veneto: Verona capofila
Secondo i dati di Veneto Agricoltura, la superficie coltivata a pomodoro da industria ha superato gli 1.800 ettari, confermando la centralità della regione nella filiera agroalimentare nazionale. Verona si conferma leader, con 1.150 ettari, seguita da Rovigo e Venezia.
Il comparto funziona e risponde a una domanda costante da parte dell’industria conserviera, che necessita di prodotto fresco da trasformare. Questo equilibrio tra domanda e offerta mantiene vivo l’interesse degli agricoltori, pur in un contesto reso complesso dal cambiamento climatico.
Settembre decisivo per il bilancio finale
Le speranze ora si concentrano sulle ultime settimane di raccolta, previste a settembre, con le varietà tardive. Un periodo che potrebbe ribilanciare i cali subiti dalle produzioni più colpite dal caldo estivo, sempre che il meteo non riservi ulteriori sorprese.
Nonostante le difficoltà, il 2025 si chiuderà con un risultato solido, anche se inferiore rispetto al 2024. La qualità del prodotto, i prezzi in ripresa e la tenuta dell’intera filiera fanno del pomodoro da industria una coltura strategica per l’agricoltura veneta, da valorizzare e difendere in vista delle sfide future.
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