La richiesta di rafforzare la presenza giudiziaria a Verona torna con forza al centro del dibattito politico e istituzionale, dopo l’annuncio dell’apertura del Tribunale della Pedemontana e il recente sostegno dell’onorevole Ciro Maschio alla proposta di legge per istituire una Corte d’Appello nella città scaligera. A ribadire l’urgenza di questi interventi è l’assessora alla Sicurezza e legalità, Stefania Zivelonghi, che ha sottolineato come la richiesta, avanzata già nell’aprile 2024 e firmata da tutti i sindaci della provincia, resti una priorità assoluta.
“Ci auguriamo che non si tratti solo di annunci ma di risposte concrete – ha dichiarato Zivelonghi – alle nostre istanze condivise da 98 sindaci veronesi, che chiedono da tempo un rafforzamento reale degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata”.
Verona candidata ad ospitare la Corte d’Appello e la DDA
La proposta legislativa sostenuta da Ciro Maschio mira all’istituzione di una sede autonoma della Corte d’Appello a Verona, un passo che permetterebbe anche la creazione di una sede della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) direttamente sul territorio. Al momento, le attività di contrasto alle mafie fanno riferimento alla DDA di Venezia, ma la crescente pressione criminale individuata anche dalle autorità centrali rende necessario un presidio permanente nella città scaligera.
Zivelonghi ha ricordato come la presenza della DDA a Verona sia richiesta da mesi, non solo dalle amministrazioni locali ma anche da Avviso Pubblico, rete nazionale di enti locali impegnati nella legalità, con il supporto di figure istituzionali come Paolo Romani.
Un territorio esposto a infiltrazioni criminali
Secondo la stessa Direzione Investigativa Antimafia, Verona è oggi un’area vulnerabile alle infiltrazioni mafiose, a causa dell’alta concentrazione di attività economiche, grandi opere e flussi legati agli eventi di rilievo internazionale. Un quadro confermato anche dalla Relazione semestrale della DIA, illustrata di recente in Commissione consiliare 5ª da Cosimo Mancini, Vice Questore della Dia di Padova.
Il documento ha evidenziato la presenza e le strategie delle organizzazioni criminali nel tessuto economico della provincia, ribadendo la necessità di una risposta istituzionale forte e coordinata. È proprio in questo contesto che si inserisce l’appello dei 98 sindaci veronesi, che chiedono il distacco di un magistrato della DDA presso la Procura di Verona e l’istituzione di una sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia (DIA).
Un fronte istituzionale compatto per la legalità
Il Sindaco di Verona, Damiano Tommasi, insieme all’assessora Zivelonghi e al presidente della Provincia, ha già avuto diversi incontri con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sia a Roma sia in occasione di visite ufficiali sul territorio, per chiedere un rafforzamento strutturale degli organi inquirenti locali.
L’eventuale istituzione di una Corte d’Appello e della DDA a Verona rappresenterebbe un passaggio cruciale per garantire una giustizia più veloce, efficace e vicina ai cittadini, oltre che uno strumento fondamentale per prevenire e contrastare l’infiltrazione criminale nel tessuto economico locale.
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