Un infermiere è stato aggredito al Pronto soccorso di Borgo Roma nella mattinata di lunedì 21 luglio, intorno a mezzogiorno, mentre era in servizio alla postazione del triage. A denunciarlo è il sindacato Nursing Up Verona, che ha reso noto l’accaduto e acceso i riflettori sulla sicurezza degli operatori sanitari negli ospedali della città.
Secondo la ricostruzione fornita dalla sigla sindacale, l’aggressione sarebbe partita da un paziente trentenne in codice bianco, che avrebbe preteso la modifica del proprio codice di accesso per ottenere una visita più rapida. Al rifiuto dell’infermiere, l’uomo avrebbe reagito con violenza verbale e minacce fisiche, arrivando a tentare di sradicare il computer della postazione per lanciarlo contro il lavoratore.
L’operatore sanitario, visibilmente provato, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, con l’arrivo sul posto di due volanti della polizia. A seguito dell’episodio, l’infermiere è stato ricoverato in osservazione, con diagnosi di cardiopalmo e picco ipertensivo, sintomi riconducibili allo stress subito durante l’aggressione.
«Denuncerò il mio aggressore – ha dichiarato l’infermiere coinvolto – perché episodi simili non possono essere tollerati né passare sotto silenzio. Non è accettabile che chi lavora per la salute pubblica venga esposto a insulti, minacce o violenze mentre cerca di svolgere al meglio il proprio compito».
Il coordinatore della RSU dell’AOUI, Roman Hoydan, ha colto l’occasione per sottolineare criticità strutturali già note. In particolare, ha evidenziato la mancanza di un secondo triagista al Pronto soccorso di Borgo Roma, a differenza di quanto avviene nella sede di Borgo Trento, nonostante entrambe le strutture gestiscano volumi simili di pazienti. Una carenza che si fa ancora più grave nel periodo estivo, quando il personale è già ridotto per le ferie.
La segretaria provinciale di Nursing Up Verona, Lorella Vidori, ha denunciato l’inefficacia delle misure preventive attualmente in vigore, ritenendole inadeguate a garantire la sicurezza di lavoratori e utenti. «È necessario un impegno più deciso sul piano della deterrenza e della prevenzione – ha dichiarato – perché non è stato ancora raggiunto l’obiettivo di proteggere chi lavora in prima linea nella sanità».
Questo nuovo episodio di violenza in ambito ospedaliero si aggiunge a una serie di aggressioni che negli ultimi mesi hanno coinvolto personale sanitario in diverse città italiane, rendendo urgente un intervento sistemico per affrontare il problema con misure più efficaci.
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