Un nuovo episodio di degrado igienico ha colpito la mensa aziendale dell’Aoui di Borgo Trento (Verona): il 16 luglio, un insetto è stato rinvenuto in uno dei piatti serviti nel locale mensa temporaneo, riaccendendo le polemiche sulla gestione del servizio e sulla qualità delle strutture. La denuncia arriva dalla Fp Cgil Verona, che ha inoltrato una segnalazione formale all’azienda ospedaliera, al Servizio Igiene dell’Ulss e ai Nas.
Il sindacato invoca un intervento immediato per fermare il progressivo deterioramento della qualità dei servizi pubblici sanitari, e chiama in causa direttamente i cittadini: “Mentre attendono visite e interventi, dietro le quinte gli effetti dei tagli alla sanità si manifestano in situazioni indegne come questa”.
Non è il primo caso. Lo scorso aprile, erano state segnalate trappole per topi nei locali della mensa, mentre nell’ottobre 2023, un’infestazione aveva portato alla chiusura della mensa ufficiale e alla trasformazione dell’ex chiesetta in mensa temporanea. Una soluzione che, secondo i sindacati, avrebbe dovuto essere provvisoria, ma che a quasi un anno di distanza non ha ancora trovato una risoluzione definitiva.
“Chiediamo alla direzione aziendale di rispettare gli impegni presi dieci mesi fa – si legge nella nota della Fp Cgil – e di fornire una mensa sicura, igienica e stabile al personale dell’Aoui. L’incertezza attuale è inaccettabile per un servizio così essenziale”.
Il sindacato denuncia inoltre una generale mancanza di trasparenza sulle tempistiche di ripristino della mensa principale e sottolinea che il personale sanitario continua a operare in condizioni di difficoltà, senza certezze e con servizi inadeguati.
La situazione alimenta una più ampia riflessione sullo stato del sistema sanitario pubblico, sottoposto da anni a una crescente pressione finanziaria e organizzativa. La Fp Cgil accusa in modo diretto le politiche di taglio ai fondi sanitari portate avanti da governi e amministrazioni regionali, ritenute responsabili della perdita di qualità dei servizi e del mancato rispetto degli standard minimi di igiene e sicurezza.
“Non si tratta solo di disagi logistici o di sviste – concludono Mazza e De Pasquale – ma di una reale questione di dignità e sicurezza per chi lavora e si cura negli ospedali pubblici”. L’auspicio è che le autorità competenti prendano provvedimenti rapidi per ristabilire condizioni accettabili.
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