Un collegamento tra lago e montagna, tra passato e futuro. La funivia Malcesine-Monte Baldo, attiva da oltre sessant’anni, rappresenta un pilastro strategico per il turismo e l’occupazione dell’area gardesana, come racconta Giorgio Schena, presidente delle Funivie di Malcesine, in una lunga intervista a VeronaOggi.
L’infrastruttura trasporta ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, generando un indotto prezioso per ristorazione, ricettività e servizi locali. A Malcesine sono oltre 70 i lavoratori impiegati stabilmente, a cui si aggiungono i 15 occupati nella nuova gestione della funivia di Prada, riaperta di recente dopo un lungo stop. Il ruolo occupazionale è particolarmente rilevante per i giovani, che trovano spazio in un settore che unisce formazione tecnica, accoglienza e valorizzazione turistica.
La ripresa post-pandemica ha segnato una crescita costante. Se nel biennio pre-Covid si superavano le 550 mila presenze, oggi Malcesine ha già riavvicinato quota 450 mila, mentre Prada è passata da 60 a quasi 70 mila visitatori all’anno. I dati di giugno 2025 parlano di un ulteriore balzo in avanti, con numeri quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente.
Le due funivie attraggono pubblici diversi ma complementari. A Malcesine dominano i turisti internazionali, che arrivano spesso via lago e salgono per ammirare il panorama. Prada si rivolge a famiglie e appassionati di escursioni, con una clientela prevalentemente italiana.
La gestione di questi impianti, però, comporta anche sfide complesse. Sicurezza e manutenzione sono le priorità assolute, con controlli periodici, formazione continua del personale e investimenti tecnologici. A questo si aggiunge la necessità di mantenere attrattiva Malcesine, ormai vicina alla capacità massima, e rilanciare Prada, ancora in fase di consolidamento dopo il lungo periodo di chiusura.
Il completamento della revisione ventennale della funivia di Malcesine è l’obiettivo a breve termine, che garantirà altri due decenni di piena operatività. “Vogliamo consolidare quanto costruito – spiega Schena – e far crescere Prada in modo sostenibile, creando nuove opportunità attorno all’impianto.”
Il presidente sogna un’inaugurazione simbolica per questa nuova fase: “Mi piacerebbe che fosse Sergio Mattarella a tagliare il nastro,” dichiara, ricordando come, nel 1962, fu Antonio Segni a presenziare all’inaugurazione originaria, seguito da Carlo Azeglio Ciampi nel 2002. Un gesto che unirebbe idealmente tre generazioni di sviluppo e continuità.
Il legame tra Schena e la funivia è personale e profondo. Il padre fu tra i promotori dell’impianto negli anni Sessanta, e l’infrastruttura è nata nello stesso anno in cui è nato lui. “La mia vita è qui – racconta – ho trascorso ogni estate e ogni fine settimana tra queste montagne.”
Oggi, tra trekking, sci, parapendio e buon cibo, il Monte Baldo rimane il rifugio del presidente, che continua a viverlo con la stessa intensità di un tempo, nonostante i cambiamenti climatici che hanno ridotto le giornate di sci.
Un’infrastruttura tecnica, economica e affettiva che continua a far sognare generazioni di visitatori.
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