Rapina al Lidl di Verona: aggredisce i vigilanti con spray al peperoncino, arrestato 36enne

Bloccato dai carabinieri in via Fiumicello, addosso aveva anche un coltello a lama sottile. Obbligo di firma disposto dal giudice

macchina dei carabinieri

È finita con un arresto in flagranza la serata di tensione avvenuta lo scorso 6 luglio al supermercato Lidl di Corso Venezia, a Verona, dove un uomo di 36 anni, di nazionalità marocchina e irregolare sul territorio italiano, ha aggredito il personale della sicurezza dopo aver tentato di rubare della merce. L’intervento tempestivo dei carabinieri del Comando di Verona ha permesso di rintracciarlo poco distante dal punto vendita, in via Fiumicello, dove è stato fermato e portato in caserma.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo — in evidente stato di alterazione alcolica — aveva cercato di nascondere della merce sotto i vestiti e superare le casse senza pagare. Fermato da un addetto alla vigilanza, ha reagito con violenza, colpendo al volto un secondo vigilante e poi spruzzando spray urticante prima di fuggire a piedi.

Il fuggitivo è stato rintracciato poco dopo dai militari in una zona limitrofa. Durante il fermo, si è reso necessario un breve intervento fisico per immobilizzarlo, dopodiché è stato trasferito in auto, dove ha continuato a minacciare i militari, insultandoli e proferendo frasi intimidatorie.

Il 36enne è stato arrestato con l’accusa di rapina impropria aggravata, e denunciato per porto abusivo di arma bianca e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo aver trascorso il weekend nelle camere di sicurezza della caserma di via Salvo D’Acquisto, è stato condotto lunedì in Tribunale per il rito direttissimo.

Il giudice ha convalidato l’arresto e, accogliendo la richiesta della difesa, ha disposto per l’uomo l’obbligo di firma giornaliero presso la caserma dove era stato trattenuto. Gli oggetti rinvenuti durante il fermo — lo spray e il coltello — sono stati sequestrati in vista della confisca definitiva.

L’uomo risulta già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi e non è in possesso di un permesso di soggiorno valido. Le indagini proseguono per ricostruire eventuali altri episodi analoghi e verificare il suo coinvolgimento in ulteriori fatti criminosi avvenuti nella zona.

Redazione

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