Tutti i laghi del Veneto superano l’esame di Legambiente nella tappa 2025 della Goletta dei Laghi, con miglioramenti significativi lungo la sponda veronese del Garda, da anni al centro di monitoraggi ambientali a causa di criticità microbiologiche. I risultati, illustrati nel corso di un incontro a Farra d’Alpago, confermano che i sei punti analizzati rientrano pienamente nei limiti di legge, segnando un netto progresso rispetto agli anni precedenti.
A colpire in particolare sono i miglioramenti registrati in tre località precedentemente classificate come “fortemente inquinate”: si tratta delle foci dei torrenti Marra e Bosca a Lazise e del Rielo a Peschiera del Garda. In queste aree, le analisi 2025 non hanno rilevato inquinamento microbiologico, evidenziando l’efficacia degli interventi realizzati per contenere gli scarichi e migliorare la depurazione.
Buone notizie arrivano anche dagli altri punti monitorati, già considerati in condizioni ottimali negli anni passati. Si tratta della foce del torrente Gusa (Garda), del San Severo (Bardolino) e del Rio Dugale dei Ronchi. I dati confermano la stabilità della qualità delle acque, indicando una situazione ambientale sotto controllo, almeno dal punto di vista microbiologico.
Nonostante i segnali positivi, Legambiente lancia un appello alla prudenza. Il Lago di Garda, uno dei luoghi più frequentati d’Italia, continua a subire forti pressioni legate al turismo di massa, che incidono sulla gestione dei rifiuti e sulla conservazione degli ecosistemi. L’associazione ambientalista ribadisce la necessità di mantenere alto il livello di sorveglianza e prevenzione, anche attraverso campagne di informazione e coinvolgimento della cittadinanza.
“Il miglioramento è il frutto di un’azione mirata sulle criticità, ma la sfida è rendere questi risultati duraturi”, ha dichiarato Emilio Bianco, portavoce nazionale della Goletta dei Laghi. Durante l’incontro odierno a Peschiera del Garda, Legambiente ha presentato proposte per un turismo lacustre più sostenibile, puntando su soluzioni capaci di ridurre l’impatto antropico, in particolare nei mesi di alta affluenza.
L’iniziativa rientra in un percorso più ampio di tutela degli ecosistemi lacustri italiani, con l’obiettivo di coniugare valorizzazione turistica e conservazione ambientale. Il messaggio centrale è chiaro: la qualità delle acque può migliorare, ma solo attraverso una gestione attenta, partecipata e lungimirante.
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