Donna violentata sull’argine dell’Adige, caccia all’aggressore

Una 50enne è stata aggredita venerdì sera mentre passeggiava: l’uomo è fuggito, la vittima soccorsa in ospedale. Indagano i Carabinieri

Carabinieri

Un grave episodio di violenza sessuale ha scosso la comunità locale venerdì sera, poco prima del tramonto. Una donna di 50 anni, residente a Legnago, è stata aggredita mentre camminava lungo l’argine dell’Adige, in una zona appartata nei pressi del ponte ferroviario. L’aggressore, descritto dalla vittima come un uomo di probabile origine magrebina, l’ha colta di sorpresa e trascinata tra le sterpaglie, dove ha poi consumato lo stupro.

Le urla della vittima e la fuga dell’aggressore

Durante l’aggressione, le grida della donna hanno attirato l’attenzione di alcune persone nelle vicinanze, contribuendo a interrompere l’azione del violentatore. La 50enne è riuscita a divincolarsi e mettere in fuga l’uomo, che si è allontanato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. In evidente stato di shock, la donna è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale, dove ha ricevuto assistenza medica e psicologica.

Indagini in corso e allarme sicurezza

I Carabinieri sono intervenuti sul luogo dell’aggressione subito dopo l’allarme. Gli investigatori hanno avviato le indagini per identificare il responsabile, raccogliendo testimonianze e analizzando eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona. Al momento, non si esclude alcuna pista, ma si indaga su precedenti episodi simili che si sarebbero verificati nella stessa area.

Secondo fonti investigative, non sarebbe il primo caso di violenza o molestie nella zona, facendo crescere il timore tra i residenti e sollevando l’urgente questione della sicurezza nelle aree verdi, soprattutto in prossimità del tramonto.

Appello alla collaborazione e maggiore vigilanza

Le forze dell’ordine chiedono la collaborazione dei cittadini per fornire qualsiasi dettaglio utile all’individuazione dell’aggressore. È atteso, nelle prossime ore, un potenziamento della vigilanza nelle zone ritenute più sensibili, con l’obiettivo di prevenire nuovi episodi e rassicurare la popolazione.

L’episodio ha riacceso il dibattito sull’importanza di politiche efficaci contro la violenza sulle donne, nonché sulla necessità di rendere più sicuri i percorsi frequentati da pedoni e ciclisti, specialmente durante le ore serali.

Redazione

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