Un medico anestesista tra i cinque finalisti del Premio Strega 2025: è Michele Ruol, nato a Chicago nel 1986, oggi residente in provincia di Treviso e in servizio all’ULSS 2 come specialista in anestesia. Il suo romanzo, dal titolo evocativo Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, ha convinto la giuria del più prestigioso riconoscimento letterario italiano, portando un piccolo editore indipendente – TerraRossa Edizioni – nella shortlist finale.
Una notizia accolta con commozione e gratitudine dall’autore, che ha affidato a un lungo messaggio sui suoi canali personali i ringraziamenti: alla casa editrice, ai collaboratori editoriali, ai colleghi ospedalieri e alla propria famiglia. “È successa questa cosa enorme e sorprendente”, scrive Ruol, visibilmente emozionato, sottolineando l’inaspettato percorso che lo ha condotto fino alla finale.
Un romanzo dalla voce intensa e personale
Pubblicato da TerraRossa Edizioni con il supporto dell’editore Giovanni Turi, Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia si è fatto strada nel cuore dei lettori e degli addetti ai lavori grazie a una scrittura potente e stratificata. Un testo che non solo racconta, ma sedimenta, lasciando emergere una voce narrativa originale, capace di intrecciare dimensione intima e respiro collettivo.
La qualità del lavoro editoriale è stata centrale: Silvia Sirolini e Crudo Studio Editoriale hanno affiancato l’autore nella maturazione del testo, mentre il Narratore Audiolibri ha scelto di dare voce al romanzo in formato audio. “Un lavoro corale, fatto di passione e fiducia”, commenta Ruol, riconoscendo il valore di chi ha creduto in una storia fuori dagli schemi.
Tra medicina, teatro e scrittura
Ruol non è solo uno scrittore: è anche drammaturgo e medico. Collabora con la compagnia teatrale Amor Vacui e ha ottenuto importanti riconoscimenti in ambito teatrale, tra cui la Menzione speciale Premio Scenario per Intimità e il Premio Hystrio Scritture di Scena per Lea R..
Ha pubblicato racconti con case editrici come Marsilio, Sartorio e Galaad, oltre che su riviste letterarie come inutile ed effe. Il suo monologo Betulla, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, è stato inserito nell’antologia Abbecedario del mondo nuovo edita da Il Saggiatore.
Questa pluralità di linguaggi si riflette nel suo stile: una scrittura teatrale e chirurgica al tempo stesso, capace di scavare nella materia umana e restituirne un inventario profondo, come suggerisce il titolo del suo romanzo.
Un grazie che attraversa mondi
Nel suo messaggio, Ruol dedica parole accorate anche ai colleghi dell’ospedale: “Grazie per l’affetto, il tifo da stadio, i turni coperti e il supporto costante. Sono fortunato ad avere colleghi così, e lo so”. E conclude con un ringraziamento intimo e personale alla moglie e ai figli, sottolineando che tutto trova senso in quella dimensione privata, da cui è nato anche l’omaggio nella dedica iniziale del libro: A Nina.
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