Le prossime elezioni regionali in Veneto diventano sempre più un terreno di confronto strategico nel centrodestra. A rimescolare le carte è Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia ed ex assessore regionale, che in una dichiarazione all’Ansa ha chiarito la propria posizione: “Sarebbe un’occasione mancata se Fratelli d’Italia non chiedesse per sé il Veneto”, ha affermato, aprendo formalmente il dibattito su quale partito dovrà esprimere il candidato alla guida di Palazzo Balbi.
Il peso politico del Veneto secondo FdI
La Donazzan ha sottolineato come il Veneto rappresenti la regione più importante per Fratelli d’Italia, sia in termini elettorali che strategici. Alle ultime elezioni politiche ed europee, il partito di Giorgia Meloni ha fatto registrare numeri record nella regione, confermando il passaggio degli elettori da Lega e Forza Italia verso il nuovo baricentro del centrodestra.
“I veneti sono pragmatici, con forte senso del merito”, ha affermato Donazzan, aggiungendo che il consenso verso FdI è cresciuto anche grazie al posizionamento critico rispetto al governo Draghi e alla vicinanza con il mondo produttivo locale. “Meloni – dice – ha intercettato l’esigenza del tessuto economico veneto, fatto di piccole e medie imprese”.
La sfida interna al centrodestra
Il messaggio alla Lega è chiaro. L’ipotesi che il Veneto possa non essere più a trazione leghista non è vista come una tragedia da Donazzan, che riconosce il valore del presidente uscente Luca Zaia, ma rivendica il diritto del proprio partito a guidare la regione.
“Zaia è amatissimo, ma la politica è squadra”, ha dichiarato, facendo riferimento anche al dibattito sul limite di mandati per i governatori regionali. Con il vincolo che impedisce un ulteriore mandato a Zaia, la casella si libera e Fratelli d’Italia non vuole lasciarla alla concorrenza interna.
I nomi in campo e la classe dirigente veneta
Nel corso dell’intervista, l’europarlamentare ha citato alcuni nomi della classe dirigente regionale che, secondo lei, potrebbero rappresentare un’alternativa valida alla guida del Veneto: Speranzon, De Carlo, Urso. Tutti esponenti di primo piano del partito, già attivi sul territorio e con esperienza istituzionale.
Secondo Donazzan, non si tratta solo di candidare un nome, ma di portare avanti un progetto politico coerente con l’impostazione del Governo nazionale, incentrato sul supporto all’impresa, alla produttività e al pragmatismo delle scelte economiche.
Il centrodestra verso l’autunno
Con le elezioni previste per l’autunno, il centrodestra è ancora lontano dall’aver trovato un’intesa su quale partito esprimerà il candidato. La dichiarazione di Donazzan segna un primo passo verso una possibile rivendicazione pubblica e ufficiale da parte di Fratelli d’Italia, che si prepara a chiedere formalmente la candidatura per la presidenza del Veneto.
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