Procedono a pieno ritmo i lavori per la linea Alta Velocità tra Brescia Est e Verona, con un avanzamento che ha raggiunto l’85% sulla tratta, in linea con il cronoprogramma previsto dal PNRR. L’obiettivo dichiarato da Rete Ferroviaria Italiana e dal Consorzio Cepav 2, responsabile dell’intervento, è completare la tratta entro dicembre 2026, rispettando le scadenze europee e nazionali.
I binari prendono forma: lavori tra Mazzano e Lonato
Attualmente si sta procedendo con la posa del ballast, il pietrisco necessario per sostenere le traverse, tra Mazzano e Lonato del Garda, mentre è già partita anche la realizzazione del binario, con l’installazione delle traverse e delle rotaie. In quest’ultima area i treni entreranno in galleria per 1,4 km sotto le colline moreniche, all’altezza di San Giorgio in Salici.
Nuove infrastrutture: la stazione del Garda
A San Martino della Battaglia, frazione di Desenzano del Garda, sorgerà la nuova stazione del Garda, destinata a diventare un hub cruciale per l’Alta Velocità e il traffico regionale.
Una linea strategica da 13 miliardi
L’intero asse Brescia-Verona-Padova rientra nel progetto di quadruplicamento ferroviario, con un investimento complessivo di 13 miliardi di euro, coperto in gran parte da fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Il completamento totale della linea è previsto per il 2032, data entro cui, secondo il ministro Matteo Salvini e il commissario straordinario Vincenzo Macello, sarà attiva anche la Torino-Lione e il collegamento sotto il Brennero.
La situazione a Verona e Vicenza
Se sul tratto Verona-Vicenza si è raggiunto un 70% di realizzazione, a Vicenza città si è ancora in fase iniziale, con il 20% delle opere propedeutiche già avviate: risoluzione delle interferenze, bonifiche e cantierizzazioni. Manca solo il progetto esecutivo per gli ultimi 4,3 km tra Vicenza e Grisignano, ma la conferenza dei servizi è attesa per l’estate.
Le priorità: liberare la linea storica e potenziare il trasporto regionale
La vicepresidente del Veneto, Elisa De Berti, sottolinea l’urgenza dell’opera:
“Dobbiamo liberare la linea storica per potenziare il trasporto regionale, ormai saturo. Senza nuove infrastrutture, non possiamo parlare seriamente di intermodalità e sostenibilità”.
Il tracciato AV, oltre ad accorciare i tempi di percorrenza, è considerato cruciale anche per agevolare il trasporto merci su rotaia, obiettivo fondamentale nella transizione verso una mobilità più sostenibile.
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