Un ristorante trasformato in base operativa per lo spaccio di cocaina, con camerieri usati come corrieri e clienti che ordinavano la droga al telefono usando codici come “torta”, “musica” o “pasta per i denti”. È quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Verona che ha portato a quattordici arresti nell’aprile 2024 e ora a dodici condanne per un totale di quasi quarant’anni di carcere e 200.000 euro di multe.
Il cuore del traffico era il ristorante Mare del Sud di via Pieve a San Floriano, gestito da Christian Placonà e Barbara Marrazzo, condannati rispettivamente a 7 anni e 30.662 euro e 3 anni e 10 mesi con 14.866 euro di sanzione. L’indagine ha svelato un giro di affari da oltre mezzo milione di euro, con un sistema organizzato in cui i dipendenti del locale, spesso contro la loro volontà, venivano impiegati per le consegne della droga.
Nel seminterrato del ristorante vennero trovati cocaina e armi clandestine, usati esclusivamente da Placonà. Dopo l’arresto di Giuseppe Viola nel 2022, ritenuto il principale referente dello spaccio nella zona, fu proprio il titolare del ristorante a prendere le redini dell’attività illecita, nonostante fosse già ai domiciliari, spesso violati, come documentato dai carabinieri del Nor di Caprino.
Le ordinazioni venivano fatte per telefono e la cocaina veniva recapitata nella zona di Verona e Valpolicella, coinvolgendo un’intera rete che andava dai fornitori ai piccoli spacciatori reclutati tra clienti indebitati e dipendenti del locale. Koledio Melaca ed Elvis Mema, fornitori di origine albanese, preferiti perché più “flessibili” nei pagamenti, hanno ottenuto rispettivamente 4 anni e 6 mesi con 20.000 euro e 4 anni e 10 mesi con 18.000 euro, tramite patteggiamento.
Condanne inferiori, tra i 3 anni e 1 mese e i 3 anni e 8 mesi, sono state inflitte a Denis Pavoni, Mauro Turolla, Cristian Lorenzi e Valerio Garofoli. Orazio Magistro ha ricevuto 4 anni e 6 mesi con 18.667 euro di multa, mentre Gabriella Di Bernardo e Jerri Sancassani sono stati condannati a 4 anni e 10 mesi con una sanzione di 17.773 euro, dopo un aumento rispetto a precedenti condanne.
Il caso Mare del Sud ha evidenziato un utilizzo sistematico e forzato del personale del ristorante come parte attiva del traffico di stupefacenti, in un contesto di coercizione e minacce. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Eugenia Bertini e conclusasi davanti al gup Arianna Busato, ha rivelato un’organizzazione articolata, capace di agire con metodi mafiosi pur nella copertura apparente di un’attività commerciale.
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