Presidio per Moussa Diarra vandalizzato tre volte in due settimane a Verona

Il Comitato denuncia la sistematica distruzione delle locandine in memoria del giovane ucciso dalla Polfer: “Qualcuno vuole cancellare la sua storia”

Moussa Diarra

Il presidio dedicato a Moussa Diarra, allestito presso la Stazione Porta Nuova di Verona, è stato distrutto per tre volte nel giro di due settimane. A denunciarlo è il Comitato per Moussa Diarra, che da mesi si batte per mantenere viva la memoria del giovane, ucciso lo scorso 20 ottobre 2024 da un colpo di pistola esploso da un agente della Polfer.

Lunedì mattina i volontari hanno provveduto a ripristinare le locandine, le immagini e i materiali commemorativi strappati nella notte precedente. Il presidio – composto da fotografie, fiori, candele e messaggi – è considerato un simbolo di memoria collettiva e richiesta di giustizia, ma sembra suscitare fastidio e ostilità.

“Sembra proprio che a qualcuno il ricordo di Moussa dia fastidio” – si legge nella nota diffusa dal Comitato – “è come se si volesse cancellare quanto accaduto il 20 ottobre. Ma noi non permetteremo che questo accada”. La memoria di Moussa Diarra viene sistematicamente attaccata, sottolineano i promotori, che evidenziano come gli episodi di vandalismo si siano intensificati nelle ultime settimane.

Comitato: clima sempre più ostile e presenza scomoda in città

Una delle ipotesi ventilate è che la recente entrata dell’avvocato Fabio Anselmo, noto per il suo impegno nei casi di violenza istituzionale, nel team legale del caso possa aver aumentato la tensione intorno al presidio. Anche se non ci sono elementi per affermarlo con certezza, il Comitato parla di un clima sempre più ostile e di una presenza scomoda nel cuore della città.

La stazione Porta Nuova è recentemente stata dichiarata “zona rossa” e resta uno degli snodi più sorvegliati della città, con la costante presenza di forze dell’ordine, esercito e security privata. Da qui la domanda che il Comitato pone apertamente: com’è possibile che nessuno abbia visto nulla durante gli atti vandalici?

“Denunceremo ogni volta questo scempio” – affermano – “perché il presidio in stazione è essenziale per non dimenticare. Continueremo a riportare i fiori, riattaccare le locandine, riaccendere le candele. Ogni volta che si cercherà di cancellare la storia di Moussa, noi saremo lì a difenderla”.

Redazione

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1 anno fa

Cosa significherà? Mah!!!!!

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