Nel cuore della natura che costeggia l’Adige, a Albaredo d’Adige, una piccola capretta di nome Nina ha trovato rifugio. La sua storia è diventata un caso nel paese, tanto che un ex guardiano del fiume, Rossano Lunardi, ha lanciato un appello per trovarle una casa sicura, prima che possa essere catturata o, peggio, subire conseguenze a causa della sua presenza vicino alle coltivazioni.
Il primo incontro e la nascita di un legame
Rossano Lunardi, ex dipendente del Genio Civile di Verona, ha trascorso gran parte della sua vita lungo il fiume Adige, imparando a conoscere ogni angolo del territorio. Anche dopo la pensione, ha continuato a frequentare la zona, percorrendo ogni giorno l’argine sinistro lungo la pista ciclabile che va da Albaredo a Motta.
Due mesi fa, proprio durante una delle sue passeggiate, l’incontro inaspettato: un animale è sbucato dal fiume, salendo verso l’argine. Inizialmente, Lunardi ha pensato fosse un capriolo, ma poi si è accorto che si trattava di una capra dal manto marrone e bianco e muso scuro. Dopo i primi avvistamenti, l’ex guardiano ha iniziato ad osservarla con più attenzione, chiamandola Nina e cercando di instaurare un rapporto con lei.
Il rischio per Nina e l’appello per un’adozione
Nina si è rivelata molto diffidente, forse per un passato traumatico. Nonostante ciò, ha imparato a riconoscere Rossano, avvicinandosi con prudenza quando lui le lascia frutta e verdura. Tuttavia, la sua presenza nel boschetto lungo l’Adige sta destando preoccupazione.
Il primo pericolo è rappresentato da una trappola artigianale comparsa nella zona, probabilmente realizzata per catturarla. Nina, per ora, non vi è mai caduta, ma potrebbe succedere. Il secondo problema è legato alle coltivazioni: con l’arrivo della primavera, i germogli di frumento sono spuntati nell’area golenale e l’animale, attratto dalle foglie tenere, potrebbe creare danni ai raccolti. Un’eventualità che potrebbe spingere qualcuno a volerla eliminare.
Per questo Lunardi ha chiesto aiuto alla comunità affinché qualcuno si faccia avanti per adottarla e offrirle una sistemazione sicura.
Il Comune e l’intervento delle autorità
Venuto a conoscenza della situazione, il Comune di Albaredo ha contattato un’associazione disposta ad accogliere Nina temporaneamente. Inoltre, l’ufficio tecnico ha richiesto alla polizia provinciale di intervenire per la cattura, poiché si tratta di un animale domestico e non selvatico, rendendo impossibile l’intervento da parte di privati cittadini.
Ora, il destino della capretta è nelle mani di chi vorrà offrirle una nuova casa. Chiunque fosse interessato ad adottarla può farsi avanti per garantirle una vita lontana dai pericoli del fiume e delle coltivazioni.
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