Crosetto su Putin: “Se vuole la pace, ora tocca a lui fermare la guerra”

Il ministro della Difesa interviene a LetExpo 2025 e sottolinea il ruolo della Russia nel possibile cessate il fuoco

Crosetto

La guerra in Ucraina resta una delle questioni geopolitiche più delicate e, secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto, la possibilità di una svolta dipende ora da Vladimir Putin. Durante un videocollegamento al Salone LetExpo 2025 di Verona, intervistato dal giornalista Massimo Giletti, Crosetto ha dichiarato: “Putin, in questi tre anni, non ha mai mostrato una reale volontà di porre fine al conflitto. Ora sembra intenzionato a farlo, ma spetta a lui dimostrarlo con i fatti”.

L’Ucraina ha accettato le condizioni, ora la palla passa alla Russia

Il Ministro ha evidenziato come l’Ucraina, dopo un’intensa fase di negoziati, abbia accettato le condizioni imposte dal presidente Donald Trump per avviare un dialogo di pace. Ora, però, la decisione finale spetta a Putin.

“Vedremo se davvero vuole porre fine alla guerra, perché fermarla è semplice: basta interrompere i bombardamenti. Mentre noi parliamo, sull’Ucraina cadono ogni giorno migliaia di bombe e droni. E non si fermano”.

“Non parlo di riarmo, ma di difesa nazionale”

Affrontando il tema della sicurezza, Crosetto ha chiarito che il suo obiettivo non è un’operazione di riarmo indiscriminato, bensì una strategia mirata alla protezione dell’Italia.

“Io non parlo di riarmare l’Italia, ma di costruire un sistema di difesa efficace. Alcuni usano il termine ‘riarmo’ per fare polemica o guadagnare consensi politici, ma il mio compito è un altro: garantire che il Paese sia preparato a difendersi in caso di minaccia”.

Nel suo intervento, il Ministro ha sottolineato quanto il contesto internazionale sia profondamente cambiato e come la sicurezza nazionale debba adattarsi a nuovi scenari di rischio.

“Se l’Italia dovesse affrontare un attacco, anche infinitamente meno devastante di quello subito dall’Ucraina, saremmo in grado di contrastarlo? Questo è l’interrogativo che mi pongo ogni giorno”.

In un mondo sempre più instabile, la sfida è garantire un equilibrio tra diplomazia e sicurezza, senza lasciare il Paese impreparato di fronte a possibili minacce.

Redazione

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