Un atto di estrema crudeltà ha sconvolto la comunità di San Tomaso a Bonavigo, in provincia di Verona. Il gattino Picci, un maschio bianco con occhi azzurri e coda mozzata, è stato trovato senza vita nel pomeriggio di domenica 9 marzo, con una corda di nylon legata alla zampa. Il ritrovamento è avvenuto nei pressi della pista ciclabile lungo l’Adige, grazie alla segnalazione di una passante che stava portando a spasso il cane.
A intervenire sul posto sono stati i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Legnago e Bassa Veronese, che hanno descritto una scena straziante: il micio aveva il muso insanguinato e un occhio chiuso, segni che lasciano ipotizzare una violenza premeditata. Secondo le volontarie, l’animale sarebbe stato catturato con un cappio e poi colpito alla testa, ipotesi supportata dagli elementi rinvenuti nelle vicinanze.
Allarme per altre sparizioni di gatti
Dopo il recupero del corpo, i volontari hanno pubblicato le foto sui social per risalire ai proprietari. Le immagini sono state condivise rapidamente, suscitando sgomento e indignazione tra gli utenti. Proprio grazie ai post online, la famiglia di Picci ha potuto riconoscere il proprio amato animale, scomparso da casa da un paio di giorni.
A rendere la vicenda ancora più inquietante è il fatto che, negli ultimi mesi, diversi gatti della zona sarebbero misteriosamente spariti, alimentando il timore di una serie di atti di maltrattamento sistematici.
Indagini e denuncia contro ignoti
La famiglia del gatto, con il supporto della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia contro ignoti. Le volontarie chiedono giustizia per Picci e per tutti gli animali vittime di violenze, denunciando un’escalation di maltrattamenti nei confronti degli animali domestici.
Nel frattempo, il sindaco di Bonavigo, Ermanno Gobbi, ha condannato l’accaduto, pur sottolineando la necessità di raccogliere prove concrete prima di individuare eventuali responsabili.
Il caso ha acceso il dibattito sulla necessità di pene più severe per chi maltratta gli animali, mentre sui social si moltiplicano gli appelli affinché vengano intensificate le indagini per individuare i colpevoli.
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