Nel cuore dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) di Verona, presso il Pronto Soccorso del Polo Confortini, opera il posto di polizia di Borgo Trento, un presidio fondamentale per la sicurezza di medici, infermieri e pazienti. Coordinato dall’ispettore Dario Zigiotto, l’ufficio gestisce ogni giorno circa sei segnalazioni di violenza e traumi sospetti, con un’attenzione particolare ai casi che coinvolgono bambini e donne.
La struttura sanitaria, che si estende su 300mila metri quadrati e impiega 4mila dipendenti, affronta quotidianamente 150-180 accessi in Pronto Soccorso, con episodi che richiedono l’intervento della polizia giudiziaria. Il rapporto tra forze dell’ordine e personale medico è essenziale per individuare situazioni di violenza o discrepanze tra i racconti dei pazienti e i traumi riscontrati dai medici.
Un presidio strategico per la sicurezza
Il posto di polizia non si occupa del pronto intervento – affidato alle Volanti – ma svolge attività di polizia giudiziaria, analizzando i referti medici e raccogliendo denunce, tra cui quelle per furti all’interno dell’ospedale. Questo permette ai medici di evitare lunghe attese in questura, garantendo la continuità del lavoro ospedaliero, specialmente in reparti delicati come la sala operatoria per i trapianti.
Negli ultimi anni, gli episodi di aggressioni ai sanitari sono aumentati, con danni sia fisici che economici: l’ultimo caso ha causato oltre 20mila euro di danni alle apparecchiature. Per questo motivo, la direzione generale dell’ospedale ha installato monitor a circuito chiuso, permettendo agli agenti di sorvegliare in tempo reale diverse aree della struttura.
Un lavoro complesso tra sicurezza e giustizia
Il posto di polizia ospedaliero rappresenta un punto di riferimento per le Procure e le varie divisioni della questura, tra cui la Squadra Mobile e la Divisione Anticrimine, che si occupano di detenuti e misure di sorveglianza. L’ufficio riceve anche segnalazioni per persone senza fissa dimora, furti, liti con il centro prenotazioni o problemi legati al parcheggio, svolgendo un ruolo simile a quello delle forze dell’ordine in una vera e propria città.
L’ispettore Zigiotto, con 34 anni di servizio in Polizia, racconta quanto alcuni casi lo abbiano segnato profondamente: “Le violenze sui bambini mi colpiscono ancora oggi. Ricordo due gemellini con le braccia fratturate dai genitori, o una bambina di pochi mesi a cui la madre aveva spezzato un braccio”.
Attualmente, il presidio conta tre operatori, ma l’obiettivo è quello di potenziarlo per far fronte alla crescente mole di lavoro. “Puntiamo sulla professionalità e sulla disponibilità del personale, consapevoli della delicatezza del nostro incarico”, conclude il vicario Girolamo Lacquaniti.
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