Lupi in pianura: Coldiretti Verona chiede interventi urgenti

La presenza del lupo nella pianura veronese solleva preoccupazioni per sicurezza e attività produttive.

Lupo

Coldiretti Verona lancia l’allarme: il lupo, un tempo confinato alle aree montane, sta colonizzando la pianura veronese. Predazioni di animali domestici e da allevamento sono sempre più frequenti, trasformando il problema in un’emergenza che coinvolge tutta la comunità.

L’espansione del lupo e l’impatto sulla pianura

La presenza del lupo, prima limitata alla Lessinia e alle zone montane, è ormai una realtà consolidata anche nella pianura veronese, con segnalazioni da aree come la Bassa Veronese e il Villafranchese. Coldiretti Verona denuncia come questa espansione sta causando nuove sfide, non solo per gli allevatori ma anche per la sicurezza della cittadinanza. Tra gli episodi recenti, il caso del parco Valle del Menago, dove il livello di allerta è stato alzato dopo ripetuti attacchi, e la predazione della capretta Artù, mascotte locale amata dai bambini.

I numeri del fenomeno

Secondo i dati Coldiretti elaborati sulla base di report dell’Ulss di Verona, nel 2024 si sono registrati 206 attacchi di lupi nella provincia, un incremento rispetto ai 200 del 2023. Gli attacchi hanno colpito principalmente ovini e caprini, con 198 capi uccisi, seguiti dai bovini (122 vittime). Questi numeri confermano che la situazione è ormai fuori controllo.

Critiche al progetto WolfAlps

Il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini, critico duramente il progetto WolfAlps, avviato nel 2013 per favorire la convivenza tra lupi e attività produttive: “Non ha portato i risultati attesi, e oggi ci troviamo di fronte a una diffusione incontrollata del lupo che ha varcato i confini montani arrivando nelle aree agricole di pianura.”

Le proposte di Coldiretti

Nonostante alcuni progressi, come il finanziamento del progetto “Heimat” per mitigare il conflitto tra predatori e aziende locali, Coldiretti ritiene insufficienti le misure attuali. L’associazione chiede:

  1. L’aggiornamento del Piano nazionale di conservazione e gestione del lupo, fermo al 2002.
  2. Una revisione delle normative per consentire interventi di gestione numerica della popolazione di lupi.
  3. Un monitoraggio costante del territorio e interventi tempestivi nelle aree più colpite.

La sicurezza di agricoltori e cittadini

Vantini sottolinea l’urgenza di azioni concrete per tutelare agricoltori e cittadini: “Solo con una gestione adeguata e mirata sarà possibile ridurre i rischi per le attività produttive e per la comunità. Serve un intervento deciso per affrontare una situazione che è diventata insostenibile.”

Redazione

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