L’idea di istituire il Tribunale della Pedemontana, accolta con entusiasmo da alcuni, incontra una netta opposizione da parte degli Ordini degli Avvocati di Padova, Vicenza e Treviso. Secondo i professionisti del settore, questa proposta rappresenta un progetto “fuori dal tempo”, come ribadito anche dai presidenti degli Ordini del Triveneto, dall’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine, dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), e da rappresentanti autorevoli della magistratura, tra cui il presidente della Corte d’Appello e il procuratore generale di Venezia.
Un problema di risorse: giudici e personale insufficienti
Gli avvocati sottolineano che, sebbene l’idea di avere un tribunale vicino al luogo di residenza o alla sede di lavoro possa apparire vantaggiosa, tale opzione è valida solo “a condizione che vi siano giudici e cancellieri sufficienti”. La realtà attuale, però, è ben diversa: le risorse sono limitate e una loro redistribuzione rischierebbe di aggravare ulteriormente le criticità già esistenti in altri tribunali.
Ad esempio, in Veneto si registra una carenza media del 10-12% di magistrati e di circa il 30% del personale di cancelleria. La situazione è ancora più drammatica negli uffici Unep (Uffici notifiche, esecuzioni e protesti), dove a Padova manca il 77% del personale. Questo quadro evidenzia l’impossibilità di sostenere l’apertura di una nuova struttura senza compromettere il funzionamento di quelle già operative.
Un tribunale desueto nell’era della digitalizzazione
Un tempo, avere un tribunale dislocato sul territorio rispondeva alla necessità di ridurre i tempi di accesso alla giustizia. Oggi, però, grazie a una rete di trasporti più efficiente e all’introduzione delle tecnologie digitali, molte udienze vengono trattate in modalità telematica o in videoconferenza, rendendo spesso i tribunali fisicamente vuoti.
Secondo i legali, il Tribunale della Pedemontana rischierebbe di diventare una struttura sottodimensionata, con una decina di magistrati che faticherebbero a comporre i collegi, compromettendo l’efficienza del sistema. Inoltre, non sarebbe possibile limitare il tribunale alla gestione di specifiche tipologie di cause, aggravando così le difficoltà organizzative.
Il mito del “Tribunale delle imprese”
Infine, gli avvocati smontano lo slogan secondo cui il nuovo tribunale diventerebbe un punto di riferimento per le imprese locali. “Il Tribunale delle imprese esiste solo a Venezia e da lì non si muoverà”, ribadiscono con fermezza. Questo rende l’ipotesi di un tribunale specializzato a Bassano non solo irrealistica, ma anche ingannevole per chi la sostiene.
Conclusioni: una proposta insostenibile
L’istituzione del Tribunale della Pedemontana appare, secondo gli avvocati, una scelta inefficace e dannosa per il sistema giudiziario del Veneto. In un contesto in cui le risorse sono scarse, è fondamentale concentrarle in modo strategico, garantendo il funzionamento delle strutture esistenti invece di disperderle in progetti difficilmente sostenibili.
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