L’associazione Paratod@s ha sollevato accuse contro Trenitalia, affermando che l’azienda potrebbe ostacolare la raccolta di testimonianze cruciali per l’indagine sulla morte di Moussa Diarra. Nel comunicato ufficiale, l’associazione sostiene che alcuni lavoratori di Trenitalia potrebbero sentirsi intimiditi, impedendo così la piena ricostruzione dei fatti.
Le avvocate della famiglia Diarra hanno formalmente richiesto a Trenitalia i nominativi del personale di turno la mattina del 20 ottobre, per procedere con l’interrogatorio dei testimoni. Tuttavia, secondo Paratod@s, una presunta email interna inviterebbe i dipendenti a non rilasciare dichiarazioni né condividere informazioni. Questo comportamento, secondo l’associazione, violerebbe il Codice Etico di Trenitalia, che promuove trasparenza e integrità. Trenitalia ha negato con fermezza qualsiasi coinvolgimento, dichiarando che la lettera non proviene da loro.
Paratod@s ha chiesto a Trenitalia di favorire un ambiente sicuro per i testimoni e di non rimuovere le locandine affisse nelle stazioni per raccogliere informazioni utili. L’associazione continuerà a sensibilizzare l’opinione pubblica e a cercare testimoni, sottolineando che l’obiettivo principale resta la giustizia per Moussa Diarra.
Parallelamente, la Procura ha confermato l’esistenza di immagini delle telecamere di sorveglianza relative all’evento, ma né la famiglia né i legali hanno ancora potuto visionarle. Gli esami effettuati su Moussa Diarra hanno escluso l’assunzione di alcol o droghe quel giorno.
Rimangono aperti diversi interrogativi riguardo alla gestione delle telecamere di sicurezza e all’assenza di esami tossicologici sull’agente coinvolto. Paratod@s ha richiamato analogie con il caso di Paolo Scaroni, avvenuto a Brescia 19 anni fa, dove manomissioni nelle registrazioni video ostacolarono le indagini.
L’associazione esorta chiunque abbia assistito ai fatti o raccolto informazioni a collaborare con le autorità. “Chi ha visto o sentito, deve sentirsi libero di testimoniare per contribuire all’accertamento della verità,” conclude il comunicato.
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