È polemica a Verona sulle modalità con cui l’amministrazione comunale sta procedendo al censimento del patrimonio arboreo cittadino. Al centro della contestazione sono alcune dichiarazioni pubblicate sui social da Antonio Piccirillo, responsabile politico del movimento Verona Riparte, che ha paragonato la cartellinatura degli alberi alla marchiatura delle persone deportate nei lager nazisti.
Il Partito Democratico di Verona ha preso posizione contro le parole di Piccirillo, definendo grave e offensivo il riferimento alla persecuzione e alla deportazione nazista e chiedendo una presa di distanza da parte dei vertici del movimento politico.
La vicenda è nata a seguito di un post dell’assessore comunale al Verde, Federico Benini, dedicato all’attività di identificazione e censimento degli alberi presenti sul territorio cittadino. Tra i commenti è comparso quello di Piccirillo: «Li avete marchiati come nei Lager».
Il riferimento ha suscitato la reazione dei rappresentanti veronesi del Pd, che hanno contestato in particolare l’accostamento tra una procedura amministrativa relativa al verde pubblico e le pratiche utilizzate nei campi di concentramento nazisti.
Il commento e la successiva replica
Secondo quanto riferito dal Pd, la discussione nei commenti non si sarebbe fermata alla prima affermazione. Dopo che altri utenti avevano richiamato l’attenzione sul paragone, Piccirillo avrebbe ulteriormente argomentato la propria posizione, scrivendo: «Penso che il parente di una vittima dell’Olocausto, difronte ad un marchio, sia pure su una pianta, abbia un sussulto».
Sono proprio queste ulteriori parole ad aver alimentato la critica dei dem, che hanno ritenuto il riferimento non riconducibile a una semplice provocazione sui social.
Il partito ha sottolineato come il richiamo ai lager nazisti venga considerato una banalizzazione di una pagina storica caratterizzata da deportazioni, persecuzioni e sterminio, sostenendo che un simile linguaggio non sarebbe compatibile con il ruolo di chi intende rappresentare politicamente una parte della comunità.
La richiesta a Verona Riparte
Nella nota diffusa dal Partito Democratico, la critica è stata rivolta anche ai vertici di Verona Riparte. I dem hanno chiesto ad Alberto Lorusso, indicato come leader del movimento, di prendere pubblicamente le distanze dalle dichiarazioni del proprio responsabile politico.
La richiesta comprende anche le scuse alla comunità veronese, alla luce della delicatezza del riferimento utilizzato nella discussione online.
Il Pd ha infatti sostenuto che chi punta ad accreditarsi come forza civica e soggetto politico cittadino debba prestare particolare attenzione alle parole utilizzate, soprattutto quando vengono richiamati eventi storici legati alla persecuzione nazista e all’Olocausto.
Il contesto della cartellinatura
La discussione si inserisce nell’avvio delle operazioni di censimento del verde urbano di Verona, durante le quali gli alberi vengono identificati attraverso appositi cartellini. L’attività è finalizzata alla raccolta e all’organizzazione delle informazioni relative al patrimonio arboreo della città.
È proprio la presenza dei cartellini sugli alberi ad aver originato il commento contestato dal Pd. Da una questione legata alla gestione e alla catalogazione del verde pubblico, il confronto si è quindi trasformato in una polemica di carattere politico.
Al momento, la contestazione riguarda principalmente le dichiarazioni pubblicate sui social e la richiesta, avanzata dai dem, di una posizione ufficiale da parte di Verona Riparte. Il Partito Democratico considera il paragone con la marchiatura delle vittime dei lager nazisti inaccettabile, mentre la vicenda ha riportato al centro del dibattito politico veronese anche il tema del linguaggio utilizzato nelle discussioni sui social network.
La polemica resta dunque aperta, in attesa di eventuali prese di posizione da parte dei rappresentanti di Verona Riparte sulle dichiarazioni attribuite a Piccirillo.
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