La chiusura della cucina interna dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona ha generato malumori tra alcuni ospiti e le loro famiglie, soprattutto per le modifiche introdotte nel servizio di ristorazione. A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto il presidente dell’Iaa, Franco Balbi, spiegando le ragioni del provvedimento e assicurando che si tratta di una soluzione temporanea.
Le attività della cucina interna sono state sospese dallo scorso 28 agosto, dopo una verifica effettuata dal Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) dell’Ulss 9. A seguito del controllo, la struttura ha dovuto organizzare in tempi rapidi una modalità alternativa per garantire comunque la somministrazione dei pasti agli anziani ospitati.
La verifica sanitaria e le condizioni della cucina
Secondo quanto spiegato da Balbi, durante la verifica biennale gli operatori del Sian avrebbero rilevato criticità legate all’adeguatezza della cucina, una struttura ormai datata.
Tra gli elementi emersi ci sarebbero state anche problematiche connesse alla presenza di insetti, nonostante gli interventi di disinfestazione effettuati ripetutamente nel corso del tempo, compresi quelli realizzati nei giorni immediatamente precedenti alla sospensione.
La ristrutturazione degli spazi, precisa il presidente dell’Iaa, era comunque già stata messa in programma. Le indicazioni arrivate dal controllo sanitario avrebbero quindi accelerato un intervento che l’Istituto considerava già necessario per adeguare la struttura alle esigenze degli ospiti.
L’obiettivo indicato dalla direzione è infatti quello di garantire nel tempo condizioni adeguate per la preparazione dei pasti e un servizio compatibile con le particolari necessità delle persone anziane.
Il servizio affidato temporaneamente a Serenissima
Per evitare l’interruzione della ristorazione, l’Iaa ha scelto di ricorrere a un fornitore esterno. Il servizio provvisorio è stato affidato a Serenissima, società che, secondo quanto riferito da Balbi, gestisce la ristorazione in diverse strutture sanitarie e ospedaliere.
La soluzione prevede la consegna di un pasto completo composto da primo, secondo e contorno. Proprio sulle modalità del nuovo servizio sono però emerse alcune osservazioni da parte di ospiti e familiari.
Il principale elemento di insoddisfazione riguarda infatti la minore varietà del menù e la riduzione della possibilità di scelta tra le diverse portate rispetto alla precedente organizzazione.
Balbi ha assicurato che le osservazioni delle famiglie saranno prese in considerazione, sottolineando l’importanza del dialogo soprattutto durante una fase di cambiamento. L’Iaa si è quindi dichiarato disponibile a valutare segnalazioni e suggerimenti che possano contribuire a migliorare il servizio compatibilmente con le possibilità organizzative.
L’Iaa cerca una cucina alternativa
La soluzione attualmente adottata non dovrebbe diventare definitiva. Il presidente dell’Istituto ha infatti spiegato che sono già in corso trattative con una realtà vicina alla struttura per poter utilizzare, in forma privata, una cucina adeguata.
L’obiettivo è tornare a garantire il servizio secondo modalità più simili a quelle precedenti, superando così la fase di emergenza determinata dalla sospensione della cucina interna.
I tempi prospettati dall’Iaa sono relativamente brevi: secondo Balbi, la situazione potrebbe essere risolta nell’arco di poche settimane. Nel frattempo, la ristorazione esterna continuerà a garantire i pasti agli ospiti.
Le rassicurazioni alle famiglie
Il presidente dell’Iaa ha riconosciuto il disagio provocato dal cambiamento, rivolgendosi direttamente agli ospiti e ai loro familiari. La direzione ha inoltre scelto di informare direttamente tutte le famiglie sulle motivazioni che hanno portato alla chiusura e sulle iniziative avviate per superare la situazione.
La priorità indicata dall’Istituto resta la tutela degli anziani. La sospensione della cucina, dunque, viene presentata come un passaggio necessario per affrontare le criticità emerse e procedere verso una soluzione più adeguata.
L’obiettivo dichiarato da Balbi è quello di assicurare agli ospiti un servizio sicuro, adeguato e di qualità, mettendo al primo posto la salute e il benessere delle persone assistite.
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