La cucina interna di Villa Monga, struttura dell’Istituto per Assistenza Anziani, è stata temporaneamente sospesa dopo una verifica sanitaria condotta dal Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Ulss 9. La decisione ha portato all’affidamento provvisorio della preparazione dei pasti a una società esterna, una soluzione che ha però generato preoccupazione tra i familiari degli ospiti.
La sospensione del servizio interno è scattata il 28 agosto, dopo che gli accertamenti hanno evidenziato alcune problematiche nella cucina centralizzata della struttura. Secondo quanto comunicato dalla direzione, il locale necessitava di interventi di adeguamento già programmati, ma le indicazioni emerse durante il controllo sanitario hanno accelerato il percorso di rinnovamento.
Nel frattempo, i pasti vengono forniti da un’azienda specializzata nella ristorazione per strutture sanitarie e assistenziali. La soluzione, definita temporanea dalla direzione, non ha però convinto completamente le famiglie, che hanno segnalato difficoltà legate soprattutto alla qualità percepita dei pasti e alla loro adeguatezza rispetto alle esigenze degli anziani ospitati.
I parenti degli ospiti lamentano una riduzione della varietà del menù e problemi nella gestione delle esigenze alimentari degli anziani più fragili. Alcune famiglie hanno evidenziato il passaggio da una proposta con diverse possibilità di scelta tra primi e secondi piatti a un’offerta più limitata, ritenuta poco adatta a persone con difficoltà nella masticazione o nella deglutizione.
Tra le principali critiche segnalate ci sono anche la temperatura dei pasti al momento della consegna e la corrispondenza tra quanto richiesto e quanto effettivamente ricevuto dagli ospiti. Per i familiari, l’alimentazione rappresenta un aspetto fondamentale dell’assistenza quotidiana e richiede particolare attenzione soprattutto per persone anziane con condizioni di salute complesse.
La direzione di Villa Monga ha spiegato di aver informato tempestivamente le famiglie della situazione e ha ribadito che il ricorso alla ristorazione esterna rappresenta soltanto una fase transitoria. Il servizio affidato all’esterno è stato scelto per garantire continuità nella fornitura dei pasti durante il periodo necessario alla sistemazione della cucina interna.
Il presidente dell’istituto, l’avvocato Franco Balbi, ha chiarito le motivazioni alla base dell’intervento. Durante la verifica periodica effettuata dagli operatori sanitari sarebbe stata riscontrata l’inadeguatezza della struttura, ormai datata, con alcune criticità relative anche alla presenza di insetti nonostante gli interventi di disinfestazione eseguiti nel tempo.
La presenza di problematiche igienico-sanitarie ha reso necessario accelerare un progetto di ristrutturazione già previsto dall’Istituto. Balbi ha sottolineato che la scelta di affidarsi temporaneamente a Serenissima, realtà attiva nella gestione della ristorazione per numerose strutture sanitarie e ospedaliere, è stata adottata per mantenere elevati gli standard di sicurezza alimentare.
L’istituto ha inoltre dichiarato la propria disponibilità a raccogliere osservazioni e suggerimenti provenienti dalle famiglie, con l’obiettivo di migliorare il servizio durante questa fase provvisoria. La dirigenza ha evidenziato come la priorità resti la tutela della salute degli ospiti e il mantenimento di un’assistenza adeguata alle loro necessità.
Parallelamente, Villa Monga sta valutando una possibile alternativa per ridurre i tempi di attesa. È in corso una trattativa con una struttura vicina dotata di una cucina idonea, che potrebbe consentire di riprendere la preparazione dei pasti con modalità simili a quelle precedenti.
La vicenda resta quindi al centro dell’attenzione delle famiglie, che chiedono tempi rapidi per il ritorno alla normalità. L’obiettivo condiviso da istituto e parenti è garantire agli anziani ospitati un’alimentazione sicura, equilibrata e compatibile con le loro condizioni di salute.
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