Nel 2026 Verona ricorda una delle figure più importanti dell’Alto Medioevo europeo: Teoderico il Grande, re degli Ostrogoti, morto il 30 agosto del 526 d.C. A distanza di 1500 anni dalla sua scomparsa, la città dedica un programma di incontri, visite guidate e conferenze per approfondire il ruolo storico e culturale del sovrano che scelse Verona come uno dei centri più significativi del proprio regno.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Verona insieme ai Dipartimenti di Culture e Civiltà, Lingue e Letterature Straniere e Scienze Giuridiche dell’Università di Verona. Il progetto, avviato nell’aprile 2026, punta a valorizzare la memoria di Teoderico attraverso un percorso che collega luoghi storici, documenti e tradizioni cittadine.
La figura di Teoderico rappresenta un punto d’incontro tra storia romana, cultura germanica e identità medievale veronese. Il re goto, infatti, non è ricordato soltanto come protagonista della storia romano-barbarica, ma anche come personaggio entrato nell’immaginario collettivo attraverso racconti leggendari tramandati nei secoli.
Tra storia e leggenda il mito di Teoderico a Verona
Il rapporto tra Teoderico e Verona è particolarmente profondo. La città fu una delle sedi privilegiate del suo regno e il suo nome rimase legato alla tradizione locale anche dopo la fine dell’epoca ostrogota.
Nel corso del Medioevo nacque infatti la figura leggendaria di Teoderico da Verona, conosciuto nella tradizione germanica come Dietrich von Bern, protagonista di numerosi racconti eroici che contribuirono a trasformare il sovrano storico in un personaggio mitologico.
Secondo l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, Teoderico continua ancora oggi a far parte dell’identità culturale della città. Il suo nome compare nelle storie popolari legate all’Arena, nelle narrazioni sul presunto palazzo costruito sul colle di San Pietro, nella toponomastica e persino in alcune tradizioni gastronomiche veronesi.
Il patrimonio legato al re goto è conservato anche attraverso importanti testimonianze documentarie, come i manoscritti dell’età teodericiana custoditi dalla Biblioteca Capitolare di Verona, tra cui il Codice di Ursicino del 517.
Gli appuntamenti dedicati al re goto nel 2026
Il programma di celebrazioni prosegue con una serie di eventi pubblici organizzati tra settembre e novembre, con l’obiettivo di approfondire diversi aspetti della presenza di Teoderico a Verona.
Il primo appuntamento è previsto per il 24 settembre alle ore 16 in piazza San Zeno con l’incontro dal titolo “Teoderico e San Zeno”. La visita-lezione sarà curata da Fabio Coden e Tiziana Franco dell’Università di Verona e analizzerà le sculture della facciata della basilica romanica di San Zeno realizzate dal maestro Nicolò.
Le opere rappresentano episodi della saga di Teoderico, raffigurato nella tradizione medievale con caratteristiche anche negative e demoniache. L’iniziativa è a numero chiuso, con massimo 25 partecipanti, e richiede prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite a partire dal 10 settembre.
Il secondo appuntamento si terrà il 9 ottobre alle ore 16.30 nella chiesa di Santo Stefano con la visita-lezione dedicata a “Teoderico e la basilica paleocristiana di Santo Stefano”. Fabio Coden e Marco Stoffella approfondiranno lo sviluppo dell’edificio religioso durante il periodo del regno ostrogoto. Anche in questo caso la partecipazione è limitata a 25 persone con prenotazione obbligatoria su Eventbrite dal 25 settembre.
Teoderico e le tradizioni gastronomiche veronesi
Il calendario si concluderà il 12 novembre alle ore 17 al Museo di Storia Naturale con la conferenza “Medievalismi nella tradizione enogastronomica veronese”.
L’incontro, condotto da Andrea Brugnoli ed Edoardo Ferrarini dell’Università di Verona, analizzerà il rapporto tra Medioevo e cultura alimentare locale. Al centro della conferenza ci saranno alcuni piatti simbolo della cucina veronese, come la pastisada de caval e la pearà, che secondo alcune tradizioni popolari vengono collegati proprio all’epoca di Teoderico e del re longobardo Alboino.
Le celebrazioni per i 1500 anni dalla morte di Teoderico diventano così un’occasione per riscoprire il patrimonio storico, artistico e culturale di Verona attraverso una figura che continua a vivere tra documenti, monumenti e racconti popolari.
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