Un confronto tra giovani, istituzioni e associazioni per approfondire il tema della lotta alla criminalità organizzata. È questo il significato dell’incontro ospitato a Palazzo Barbieri nell’ambito del Campo delle Legalità, il progetto promosso dal coordinamento di Libera Verona con sede operativa presso il bene confiscato di Erbé.
L’iniziativa ha coinvolto i partecipanti del campo in un momento di dialogo con il sindaco di Verona Damiano Tommasi, il coordinatore provinciale di Avviso Pubblico Verona Maurizio Facincani, l’assessora alle Politiche educative e scolastiche ed Edilizia scolastica Elisa La Paglia e la consigliera comunale Chiara Stella.
Il Campo delle Legalità, realizzato con la collaborazione di SPI CGIL, UDU – Unione degli Universitari, ARCI, AGESCI e Rete degli Studenti Medi, rappresenta un percorso dedicato all’impegno civile, alla formazione e alla memoria. Attraverso interventi di riqualificazione del bene confiscato, attività nella comunità di Erbé e incontri educativi, i partecipanti affrontano temi come la criminalità organizzata e il fenomeno del caporalato.
Il ruolo delle istituzioni contro le infiltrazioni criminali
Durante l’incontro è stato approfondito il ruolo degli enti pubblici nel riconoscere e contrastare i tentativi di infiltrazione mafiosa sul territorio.
Il sindaco Damiano Tommasi ha confermato l’impegno dell’amministrazione comunale nel monitorare il fenomeno della criminalità organizzata e nel sostenere la presenza di strutture investigative specializzate come DIA e DDA.
Tommasi ha sottolineato la necessità che Verona e la sua provincia possano contare su strumenti adeguati per prevenire e affrontare eventuali fenomeni criminali, evidenziando l’importanza di costruire una rete di prevenzione condivisa.
Nel corso del suo intervento, il primo cittadino ha ricordato anche un passaggio storico per l’amministrazione comunale: per la prima volta il Comune di Verona si è costituito parte civile in un procedimento per mafia, quello relativo al processo “Isola scaligera 2”.
Secondo il sindaco, il contrasto alla criminalità organizzata passa anche dalla capacità della comunità di sviluppare consapevolezza e strumenti di difesa collettiva.
Formazione e collaborazione tra cittadini e istituzioni
Ad aprire il confronto è stato Maurizio Facincani, coordinatore provinciale di Avviso Pubblico Verona, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra amministrazioni, associazioni e cittadini.
Facincani, portando anche il saluto del coordinatore nazionale di Avviso Pubblico Pierpaolo Romani, ha ribadito come il lavoro di rete sia fondamentale per individuare segnali di possibile infiltrazione criminale.
La formazione del personale della pubblica amministrazione è stata indicata come uno degli strumenti principali per rafforzare la capacità degli enti locali di prevenire e riconoscere situazioni a rischio.
Una preparazione adeguata consente infatti agli operatori pubblici di comprendere meglio i fenomeni e adottare procedure più efficaci nella gestione delle attività amministrative.
Scuola, giovani e cultura della legalità
L’assessora Elisa La Paglia ha posto l’attenzione sul valore dell’educazione alla legalità, dentro e fuori gli ambienti scolastici.
Secondo l’assessora, coinvolgere le nuove generazioni significa offrire loro strumenti per conoscere la storia della criminalità organizzata, comprenderne i meccanismi e confrontarsi direttamente con esperti e persone impegnate sul campo.
Nel suo intervento è stato richiamato anche il tema della trasparenza negli appalti pubblici e della necessità di sostenere le imprese sane del territorio, contrastando situazioni di vulnerabilità che possono favorire fenomeni di sfruttamento o condizionamento.
Memoria e impegno concreto sul territorio
L’incontro ha permesso ai partecipanti del Campo delle Legalità di approfondire il funzionamento delle istituzioni e gli strumenti utilizzati per prevenire e contrastare le infiltrazioni criminali.
La formazione, la memoria e il lavoro sui beni confiscati sono stati indicati come elementi fondamentali per costruire una comunità più consapevole e capace di reagire ai fenomeni mafiosi.
Elena Canel, referente del Campo, ha spiegato che l’obiettivo dell’iniziativa è fornire ai partecipanti strumenti utili per leggere la realtà che li circonda e comprendere il ruolo delle istituzioni nel contrasto alla criminalità.
Il percorso unisce quindi attività pratiche, momenti di approfondimento e confronto diretto con i rappresentanti pubblici, creando un collegamento tra responsabilità individuale e azione collettiva.
Il Campo delle Legalità di Verona si conferma così un’esperienza dedicata alla partecipazione civica, alla conoscenza e alla costruzione di una cultura della legalità condivisa.
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