Verona approva la Variante 70: nuove regole per le locazioni turistiche

Il Consiglio comunale introduce una disciplina urbanistica per gli affitti brevi nel centro storico. L'amministrazione difende il provvedimento, mentre associazioni e opposizione ne contestano l'efficacia.

Comune di Verona

Il Consiglio comunale di Verona ha dato il via libera alla Variante 70 al Piano degli Interventi, un provvedimento che punta a regolamentare la crescita delle locazioni turistiche e dei bed & breakfast nel centro storico. La delibera è stata approvata con 20 voti favorevoli e 5 contrari e introduce nuove disposizioni urbanistiche per le future attività ricettive, con l’obiettivo dichiarato di preservare la funzione residenziale della città antica.

Secondo l’amministrazione comunale, il rapido aumento degli affitti brevi sta modificando in modo significativo l’equilibrio del centro storico, riducendo progressivamente il numero di abitazioni disponibili per residenti, studenti e lavoratori. La Variante 70 stabilisce che le nuove locazioni turistiche e i bed & breakfast vengano ricondotti alla categoria urbanistica turistico-ricettiva, evitando trasformazioni di fatto del patrimonio immobiliare destinato alla residenza.

La vicesindaca Barbara Bissoli ha chiarito che le nuove norme non avranno effetti retroattivi. Le attività già autorizzate potranno quindi proseguire senza modifiche, mentre la disciplina riguarderà esclusivamente le future trasformazioni degli immobili.

A sostenere la necessità dell’intervento sono anche i dati raccolti dal Comune. Nel 2014 le strutture registrate nella banca dati dell’imposta di soggiorno erano appena 56. Al 30 giugno 2026 il totale ha raggiunto quota 4.366, con un incremento di ben 78 volte in dodici anni. La crescita non si è fermata nemmeno durante il periodo della pandemia.

Gli affitti brevi rappresentano oggi l’85% dell’offerta ricettiva cittadina. Nello stesso periodo gli alberghi sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre i bed & breakfast hanno registrato una diminuzione. Solo nell’ultimo anno sono state censite 944 nuove locazioni turistiche, pari a un incremento del 27,6%, con una media di quasi tre nuove aperture al giorno. Il centro storico concentra circa il 60% dell’intera offerta, con 2.639 strutture, mentre anche quartieri come Veronetta registrano numeri particolarmente elevati.

L’assessore al Bilancio Michele Bertucco ha evidenziato come la crescita degli affitti turistici rischi di sottrarre progressivamente abitazioni al mercato residenziale. Secondo le stime illustrate dall’amministrazione, senza interventi il numero delle strutture potrebbe superare quota 5.000 già nel 2027. Bertucco ha inoltre ricordato che la delibera tutela le residenze universitarie, escludendole dalla destinazione turistico-ricettiva, e ha sottolineato il percorso di confronto svolto con le Circoscrizioni cittadine, conclusosi con il parere favorevole della maggioranza degli organi territoriali.

Il provvedimento, tuttavia, ha suscitato forti perplessità tra gli operatori del settore. L’associazione Locatur, che rappresenta i locatori turistici del Veneto, ritiene che l’obbligo di modificare la destinazione d’uso degli immobili possa entrare in contrasto con la normativa nazionale e regionale. Il presidente Edoardo Nestori sostiene che la misura rischi di aumentare gli adempimenti burocratici, limitare la libertà dei proprietari e ridurre l’offerta ricettiva, con possibili ripercussioni sia sui costi per i visitatori sia sul mercato immobiliare cittadino. Per questo motivo l’associazione chiede l’apertura di un tavolo di confronto con l’amministrazione.

Critiche arrivano anche dal movimento politico Ora!, che giudica la Variante 70 insufficiente per affrontare il problema dell’emergenza abitativa. Secondo gli esponenti del gruppo, il provvedimento potrebbe semplicemente spostare la pressione turistica verso i quartieri limitrofi e consolidare la posizione degli operatori già presenti sul mercato. Tra le proposte avanzate figurano il recupero degli immobili pubblici inutilizzati, un rafforzamento dell’edilizia residenziale sociale e il potenziamento del trasporto pubblico locale come strumenti per migliorare la vivibilità della città.

Il dibattito sulle locazioni turistiche resta quindi aperto. Da un lato il Comune punta a contenere gli effetti della crescita degli affitti brevi sulla residenzialità del centro storico, dall’altro operatori e associazioni chiedono soluzioni che non penalizzino il comparto turistico, uno dei principali motori economici di Verona.

Redazione

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