Il mercato dell’olio italiano torna a mostrare segnali di crescita sugli scaffali della grande distribuzione nel secondo trimestre del 2026, dopo un avvio d’anno ancora caratterizzato da difficoltà e cali nelle vendite.
Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Sol Expo-Teatro Naturale, che analizza l’andamento del comparto oleario in vista della prossima edizione di Solexpo organizzata da Veronafiere, tra aprile e giugno gli acquisti di olio nazionale hanno registrato un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I dati evidenziano una ripresa dei consumi che conferma come i consumatori italiani continuino a mantenere un forte legame con l’olio extravergine prodotto nel Paese, nonostante le difficoltà legate ai prezzi e alla disponibilità del prodotto.
Crescono i volumi nella grande distribuzione
Nel secondo trimestre del 2026 le vendite di olio italiano nella distribuzione moderna sono salite a 39,5 milioni di litri, rispetto ai 37,1 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. L’aumento è stato quindi pari al 6%, un risultato che interrompe la fase negativa dei mesi precedenti.
Il recupero arriva dopo un primo semestre ancora complesso. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, le vendite complessive di olio nazionale si sono fermate a 57 milioni di litri, contro i 62 milioni dello stesso periodo del 2025.
La riduzione dei volumi ha avuto conseguenze anche sul valore economico del mercato, con una perdita di fatturato stimata in circa 100 milioni di euro rispetto all’anno precedente.
Nonostante il bilancio semestrale negativo, il miglioramento registrato nel periodo primaverile indica una possibile inversione di tendenza e conferma l’interesse degli italiani verso un prodotto simbolo della tradizione agroalimentare nazionale.
Le scorte restano un problema per i produttori
La crescita degli acquisti nei supermercati, tuttavia, non ha ancora prodotto effetti significativi sul fronte della produzione agricola. Il settore continua infatti a confrontarsi con livelli elevati di giacenze.
Secondo il report Frantoio Italia dell’Icqrf, le riserve di olio sono diminuite dalle 134mila tonnellate di aprile alle 112mila tonnellate di giugno, ma il ritmo di smaltimento resta inferiore rispetto alle medie storiche.
Le vendite mensili si sono attestate poco sopra le 7mila tonnellate, mentre negli ultimi cinque anni la media si era mantenuta tra le 10mila e le 11mila tonnellate al mese.
Questo andamento evidenzia una distanza ancora presente tra la ripresa della domanda nella distribuzione e la necessità del comparto produttivo di ridurre le quantità accumulate nei magazzini.
Un settore in attesa di una stabilizzazione
I dati del secondo trimestre rappresentano quindi un segnale incoraggiante per il mercato dell’olio italiano, ma il comparto resta chiamato ad affrontare diverse criticità.
La riduzione delle scorte e il ritorno a livelli di vendita più sostenuti rappresentano due elementi fondamentali per migliorare l’equilibrio della filiera, dal produttore fino al consumatore finale.
L’attenzione sul settore resterà alta anche in vista di Solexpo 2027, la manifestazione dedicata all’olio d’oliva organizzata da Veronafiere e in programma dal 28 febbraio al 2 marzo 2027, appuntamento che riunirà operatori, aziende e professionisti del comparto.
La ripresa dei consumi conferma dunque il valore dell’olio italiano, ma il rilancio della filiera richiederà ancora interventi capaci di sostenere i produttori e favorire un mercato più equilibrato.
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