Il dibattito sugli affitti turistici a Verona entra in una fase decisiva. La giunta guidata dal sindaco Damiano Tommasi ha approvato la Variante 70 al Piano degli Interventi, un provvedimento che mira a regolamentare l’apertura di nuove locazioni turistiche nel centro storico con l’obiettivo di preservare la presenza dei residenti e contenere gli effetti dell’overtourism. La delibera dovrà ora essere esaminata dalla Commissione consiliare competente prima di approdare in Consiglio comunale.
L’amministrazione comunale ritiene necessario intervenire dopo la forte crescita registrata negli ultimi anni. Secondo i dati diffusi dal Comune, le locazioni turistiche sono passate da appena 10 nel 2012 a 3.404 nel 2024, delle quali 2.028 all’interno delle Mura Magistrali, cuore del sito riconosciuto patrimonio dell’Unesco. Numeri che, secondo Palazzo Barbieri, stanno incidendo sulla disponibilità di abitazioni per i residenti e sull’equilibrio del tessuto urbano.
La Variante 70 introduce una nuova disciplina urbanistica che equipara le locazioni turistiche ai bed & breakfast, inserendole tra le attività turistico-ricettive. Il provvedimento non avrà effetto retroattivo: potranno continuare a operare tutte le strutture già in possesso del Codice Identificativo Nazionale (CIN) prima dell’adozione definitiva della variante, così come resteranno escluse le residenze universitarie.
La vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli ha spiegato che la finalità dell’intervento è quella di favorire la permanenza dei residenti nel centro storico, tutelando al tempo stesso le attività di vicinato e il valore culturale dell’area Unesco. L’intenzione dell’amministrazione è quella di trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e qualità della vita cittadina.
Se sugli obiettivi generali esiste una sostanziale condivisione, diverse sono invece le valutazioni sul metodo scelto dal Comune. Federalberghi Confcommercio Verona e l’Associazione Property Manager ritengono infatti che la regolamentazione debba essere rivista, evitando che si traduca in una limitazione generalizzata delle nuove attività ricettive.
Secondo il presidente dei Property Manager, Maurizio Galli, una pianificazione limitata esclusivamente al centro storico rischierebbe di spostare il fenomeno verso altri quartieri della città senza risolvere realmente il problema. Inoltre, una disciplina circoscritta potrebbe creare condizioni di vantaggio per le strutture già presenti sul mercato rispetto ai nuovi operatori.
Anche il presidente di Federalberghi Verona, Maurizio Russo, sostiene la necessità di adottare regole uniformi per tutto il territorio comunale. Tra i punti evidenziati vi è anche la richiesta di chiarimenti sulle deroghe previste per la realizzazione di nuovi alberghi in alcune aree della città, ritenendo che gli stessi principi debbano essere applicati a tutte le tipologie di strutture ricettive.
Le associazioni di categoria hanno manifestato la disponibilità ad aprire un confronto con Palazzo Barbieri prima dell’approvazione definitiva della Variante 70, nella convinzione che sia possibile individuare una soluzione capace di conciliare la tutela del centro storico con le esigenze di un comparto considerato strategico per l’economia turistica veronese.
Ancora più netta la posizione dell’Associazione Locatori Turistici del Veneto, che ha espresso una profonda contrarietà nei confronti del provvedimento. Pur riconoscendo che le attività già in possesso del CIN potranno proseguire regolarmente, l’associazione ritiene che limitare l’apertura di nuove locazioni non rappresenti una risposta efficace alle problematiche abitative della città.
Il presidente Edoardo Nestori sostiene che la Variante 70 possa determinare una disparità di trattamento tra proprietari immobiliari, limitando la libertà di scegliere la destinazione dei propri immobili. Secondo l’associazione, inoltre, la nuova disciplina potrebbe avere ripercussioni anche sul mercato immobiliare, incidendo nel tempo sul valore delle proprietà.
Il confronto politico è ora destinato a entrare nel vivo, con il passaggio della delibera nelle commissioni consiliari e successivamente in Consiglio comunale, dove la Variante 70 sarà chiamata a superare il suo principale banco di prova istituzionale.
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