Scattano sabato 4 luglio 2026 i saldi estivi in Veneto e a Verona, con una stagione di sconti che si protrarrà fino al 31 agosto. Un appuntamento tradizionale per consumatori e imprese del settore moda, che quest’anno si inserisce in un contesto di mercato caratterizzato da consumi più selettivi e da un’evoluzione costante delle abitudini di acquisto.
Secondo le analisi di Confcommercio Veneto e Unioncamere, una quota significativa dei consumatori veronesi prevede di approfittare dei saldi soprattutto per abbigliamento e calzature, con percentuali rispettivamente del 44% e del 41%. Più contenuto l’interesse per accessori e borse, mentre resta marginale la spesa per altre categorie merceologiche. Il quadro generale risulta sostanzialmente in linea con la media regionale.
Sul fronte della spesa, emerge una tendenza alla stabilità: la maggioranza dei consumatori dichiara infatti di voler mantenere un budget simile a quello dell’anno precedente, mentre una parte minore prevede una riduzione e solo una quota ridotta un incremento della spesa. Un andamento che conferma la presenza di una domanda più prudente ma non in contrazione significativa.
A commentare il quadro è Mariano Lievore, presidente di Federmoda Confcommercio Verona, che evidenzia come i saldi restino un momento centrale per il commercio al dettaglio. Secondo Lievore, oltre all’aspetto promozionale, questo periodo rappresenta anche un’occasione per rafforzare il rapporto tra negozi e clientela, valorizzando il ruolo del punto vendita fisico come spazio di consulenza, fiducia e servizio personalizzato.
Il comparto, tuttavia, continua a confrontarsi con alcune criticità strutturali. Tra queste, la crescente concorrenza delle piattaforme online e le promozioni anticipate che, in alcuni casi, precedono l’avvio ufficiale dei saldi. Un fenomeno che, secondo le associazioni di categoria, incide sulla trasparenza del mercato e sulla competitività del commercio tradizionale.
Un ulteriore elemento richiamato riguarda il contesto normativo europeo e le recenti misure sui piccoli pacchi extra UE. Lievore sottolinea come l’introduzione di un dazio sui prodotti importati rappresenti un passo verso un maggiore equilibrio competitivo, soprattutto in relazione ai modelli di fast fashion internazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire condizioni più omogenee tra operatori che agiscono sullo stesso mercato.
Più in generale, il settore moda evidenzia la necessità di politiche di sostegno ai consumi e di interventi capaci di rafforzare la competitività delle imprese locali. In questo scenario, il commercio di prossimità continua a essere considerato un elemento centrale non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale, contribuendo alla vitalità dei centri urbani e alla qualità dell’offerta nei quartieri.
Federmoda Confcommercio Verona invita infine i consumatori a privilegiare acquisti consapevoli, basati su qualità, trasparenza e rapporto fiduciario con i negozi del territorio, sottolineando come i saldi rappresentino ancora oggi un passaggio importante per l’equilibrio del settore.
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