Un presidio animalista ha interessato nel pomeriggio di sabato 13 giugno il casello autostradale di Verona nord. Un gruppo di militanti di Centopercentoanimalisti ha occupato una delle entrate dello svincolo per richiamare l’attenzione sulla situazione dell’orso Papillon e chiedere il suo trasferimento in una struttura ritenuta più adeguata.
Durante la manifestazione gli attivisti hanno esposto uno striscione scritto in italiano e in inglese con la richiesta di liberazione dell’animale. La protesta è stata accompagnata anche dalla presenza di un grande orso di peluche, diventato un elemento simbolico delle iniziative organizzate dal movimento.
La scelta del luogo non è stata casuale: il casello di Verona nord rappresenta un punto strategico della viabilità autostradale verso il Brennero, una direttrice particolarmente frequentata e considerata dagli organizzatori un’area capace di dare maggiore visibilità alla mobilitazione.
Dopo il blocco temporaneo dell’accesso sono intervenuti gli agenti della Digos e della polizia stradale. Le forze dell’ordine hanno raggiunto i manifestanti e proceduto alla loro identificazione, effettuando le verifiche previste in relazione alla protesta.
Nel corso dell’iniziativa gli animalisti hanno ribadito le proprie posizioni sulla vicenda dell’orso Papillon, sostenendo che l’animale si trovi da anni in una situazione di detenzione presso il Centro del Casteller, struttura situata nei pressi di Trento.
Secondo quanto dichiarato dai promotori della protesta, l’orso sarebbe ospitato nella struttura da oltre sei anni e gli attivisti chiedono una soluzione alternativa che permetta il trasferimento in un ambiente considerato più idoneo. Nel loro intervento hanno inoltre affermato che Papillon non avrebbe mai rappresentato una minaccia diretta per le persone.
La vicenda dell’orso è da tempo al centro del dibattito tra associazioni animaliste e istituzioni locali, con posizioni differenti sulle modalità di gestione dell’animale e sulla sicurezza del territorio.
Gli organizzatori della manifestazione hanno contestato in particolare le decisioni della Provincia autonoma di Trento, sostenendo che esisterebbero possibilità di trasferimento verso altre strutture, ma che tali ipotesi non sarebbero state accolte.
La protesta di Verona si inserisce quindi nelle iniziative di sensibilizzazione promosse dagli animalisti per mantenere alta l’attenzione sul caso Papillon e sulle condizioni di permanenza dell’orso.
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