Fine vita, il Veneto torna a discutere la legge “Liberi Subito”

Zaia ribadisce il sostegno a una norma regionale, mentre nella maggioranza restano divisioni sul tema del suicidio medicalmente assistito

Luca Zaia

Il Consiglio regionale del Veneto tornerà a discutere entro giugno la proposta di legge sul fine vita “Liberi Subito”, iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni e sostenuta da circa novemila firme raccolte sul territorio regionale.

Il ritorno del testo in Commissione e successivamente in aula è emerso durante la presentazione del docufilm dedicato a Stefano Gheller, il bassanese affetto da distrofia muscolare che fu tra i primi in Italia a ottenere l’accesso al suicidio medicalmente assistito.

L’iniziativa, ospitata a Palazzo Ferro Fini, è stata promossa dal presidente del Consiglio regionale Luca Zaia insieme alla consigliera regionale di Avs Elena Ostanel, alla presenza della sorella di Gheller, Cristina.

La proposta di legge era già stata bocciata nel 2024 per un solo voto, senza raggiungere la maggioranza necessaria. Con l’avvio della nuova legislatura, però, il regolamento regionale impone la nuova calendarizzazione del testo entro sei mesi.

Il tema continua a dividere la maggioranza regionale, soprattutto all’interno della Lega, dove convivono posizioni differenti sul fine vita e sul ruolo delle Regioni nella regolamentazione della materia.

Da una parte c’è Zaia, favorevole alla necessità di una norma che definisca tempi certi e modalità operative per l’accesso al suicidio assistito. Dall’altra resta più prudente l’area vicina al segretario regionale Alberto Stefani, orientata verso una legge nazionale.

Il dibattito si intreccia infatti con il percorso parlamentare già avviato al Senato, dove il disegno di legge sul fine vita dovrebbe iniziare il proprio iter il prossimo 3 giugno.

A pesare sul confronto politico c’è anche la recente pronuncia della Corte costituzionale sulla legge toscana, considerata molto simile alla proposta veneta. Secondo il capogruppo della lista Stefani Presidente, Matteo Pressi, la Consulta avrebbe chiarito che le Regioni non possono legiferare autonomamente su requisiti e procedure legate al suicidio assistito.

La Corte ha evidenziato che la materia rientra nel diritto penale e quindi nella competenza dello Stato”, ha spiegato Pressi, sottolineando come il confine con l’istigazione al suicidio rappresenti un tema particolarmente delicato.

Di diverso avviso Elena Ostanel, secondo cui la proposta potrà essere modificata attraverso emendamenti coerenti con le indicazioni della Consulta. Tra i punti sui quali si lavorerà figurano il rafforzamento delle cure palliative, il rapporto tra medico di base e paziente e soprattutto i tempi di risposta delle Ulss alle richieste di accesso al suicidio assistito.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il documentario “Lasciatemi morire ridendo”, dedicato alla storia di Stefano Gheller. Sul palco è intervenuta anche la sorella Cristina, affetta dalla stessa patologia, che ha parlato della sofferenza legata alla malattia e dell’importanza di mantenere vivo il messaggio del fratello.

Zaia ha definito il fine vita “una delle grandi ipocrisie del Paese”, ricordando che la sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato-Dj Fabo avrebbe già tracciato un percorso giuridico chiaro.

“Si tratta soltanto di stabilire tempi certi e modalità operative”, ha dichiarato il governatore, criticando l’ideologizzazione del dibattito.

Alla proiezione erano presenti diversi consiglieri regionali sia di maggioranza sia di opposizione, mentre Fratelli d’Italia ha ribadito la propria posizione contraria attraverso il capogruppo Claudio Borgia, favorevole invece al potenziamento delle cure palliative.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Alberto Stefani Presidente Regione Veneto
Il presidente Alberto Stefani chiede interventi su sicurezza e prevenzione dopo i recenti episodi negli...
condominio
La riforma dell’edilizia residenziale pubblica introduce sanzioni fino a dieci anni per chi occupa senza...
Il leader della Lega ribadisce la volontà di costruire una coalizione ampia, ma critica le...

Altre notizie