Morti sul lavoro in Veneto: calo nel 2026, Verona resta critica

Diminuiscono i decessi nella regione, ma alcune province restano in zona rossa

Il quadro della sicurezza sul lavoro in Veneto nei primi mesi del 2026 mostra segnali contrastanti. Da un lato emerge un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente, dall’altro persistono situazioni di forte criticità a livello territoriale. Secondo i dati aggiornati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, le vittime sono diminuite sensibilmente, ma Verona si conferma la provincia con il numero più alto di decessi.

Nei primi due mesi dell’anno, il Veneto ha registrato 8 morti sul lavoro, contro i 15 dello stesso periodo del 2025. Una riduzione del 46,7% che consente alla regione di scendere in “zona gialla”, segnalando un livello di rischio inferiore rispetto al recente passato. Anche l’indice di incidenza, pari a 2,7 morti per milione di occupati, si mantiene sotto la media nazionale, fissata a 3,0.

Nonostante questo miglioramento complessivo, la distribuzione territoriale dei decessi evidenzia forti squilibri. Verona si colloca al primo posto per numero di vittime, con tre decessi registrati dall’inizio del 2026, seguita da Padova con due e Belluno con uno. Queste province rientrano ancora nella cosiddetta “zona rossa”, la fascia più critica per mortalità sul lavoro. In particolare, Belluno presenta l’incidenza più elevata in rapporto agli occupati, a causa della dimensione più ridotta del mercato del lavoro locale.

Di contro, altre aree del Veneto mostrano un quadro più rassicurante. Vicenza, Treviso e Rovigo non hanno registrato decessi nel periodo analizzato e si collocano in “zona bianca”. Una differenza territoriale che evidenzia come il fenomeno resti profondamente disomogeneo, richiedendo interventi mirati a livello provinciale.

L’analisi dei dati offre anche uno spaccato sulle categorie più vulnerabili. I lavoratori stranieri risultano particolarmente esposti: in Veneto rappresentano oltre la metà delle vittime (5 su 8). Un dato che riflette una tendenza nazionale, dove il rischio di mortalità per i lavoratori non italiani è sensibilmente più elevato rispetto a quello dei cittadini italiani.

Anche l’età anagrafica incide in modo determinante. Gli over 65 sono la fascia più colpita in termini di incidenza, seguiti dai giovani tra i 15 e i 24 anni. Questi dati mettono in evidenza la necessità di rafforzare le misure di prevenzione, soprattutto per le categorie più fragili e maggiormente esposte ai rischi.

Parallelamente, il numero complessivo degli infortuni denunciati non registra variazioni significative. In Veneto si contano quasi 11mila segnalazioni, un dato stabile rispetto all’anno precedente. Il settore manifatturiero continua a essere quello più interessato dagli incidenti, seguito dalle costruzioni e dal commercio, confermando un trend consolidato nel tempo.

Verona si distingue negativamente anche in questo ambito, con oltre 2.100 denunce di infortunio, il valore più alto a livello regionale. Questo dato rafforza il quadro di criticità già evidenziato sul fronte dei decessi, rendendo il territorio veronese uno dei principali punti di attenzione per le politiche di sicurezza sul lavoro.

Il bilancio complessivo evidenzia dunque un miglioramento generale, ma ancora insufficiente per abbassare la guardia. La riduzione delle vittime rappresenta un segnale positivo, ma le disparità territoriali e la vulnerabilità di alcune categorie impongono interventi mirati e continui controlli per garantire condizioni di lavoro più sicure.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Palazzo Barbieri
Approvato il progetto da 1,1 milioni di euro per trasformare i campi coperti di via...
Forte Procolo
Il Comune prosegue il percorso per trasferire il bene storico al patrimonio cittadino dopo le...
La Giunta approva la proposta per il Consiglio Comunale: il trasferimento delle porzioni ancora statali...

Altre notizie