Verona, poesia e sperimentazione: Cafarella chiude CorpoLibro

Ultimo appuntamento in Biblioteca Civica con un evento tra arte, simbolo e ricerca interiore

Chiostro Biblioteca civica di Verona

Si conclude a Verona la rassegna letteraria “CorpoLibro”, un ciclo di incontri che ha proposto un approccio originale alla narrazione contemporanea. Giovedì 26 marzo alle ore 18, nella Sala Fiumi della Biblioteca Civica, protagonista sarà Bartolomeo Cafarella, chiamato a chiudere il percorso curato da Sara Gamberini e Ida Travi.

Dopo gli appuntamenti con Giorgiomaria Cornelio e Roberta Sireno, l’iniziativa si avvia alla conclusione con un evento che si presenta come una “non-presentazione”, formula distintiva della rassegna. L’obiettivo è superare le modalità tradizionali degli incontri letterari, trasformandoli in esperienze ibride tra parola, arte e relazione diretta con l’autore.

Un format innovativo tra letteratura e performance

La rassegna si distingue per una struttura non convenzionale: non semplici presentazioni di libri, ma veri e propri momenti performativi. Il libro diventa così un punto di partenza per un’esperienza artistica più ampia, in cui il dialogo si intreccia con suggestioni visive e sonore.

L’appuntamento con Cafarella richiama simbolicamente l’esperienza del Cabaret Voltaire di Zurigo, luogo emblematico della nascita del dadaismo nel 1916. Il riferimento all’immagine di Hugo Ball, impegnato in una poesia fonetica e rituale, sottolinea il legame tra parola e dimensione performativa, evocando una letteratura che si fa gesto e suono.

Il lavoro di Bartolomeo Cafarella

Al centro dell’incontro ci sarà il volume Il simbolo tace – il dio fanciullo e l’accordo supremo, arricchito da disegni e ricerca iconografica di Crissi Campanale. L’opera si inserisce in un percorso di studio che unisce antropologia, spiritualità e linguaggi simbolici, ambiti nei quali Cafarella sviluppa da anni la propria ricerca.

L’autore si occupa infatti di storia delle religioni e pratiche legate al simbolismo, con particolare attenzione alle culture native. Le sue attività comprendono anche laboratori esperienziali, in cui vengono utilizzate tecniche come meditazione, scrittura automatica e strumenti simbolici per esplorare la dimensione interiore.

Tra arte, comunità e ricerca personale

Cafarella è inoltre cofondatore del progetto artistico “kota mea”, con cui realizza percorsi che uniscono pratica creativa e crescita individuale. Le sue iniziative si sviluppano in contesti collettivi, dove l’arte diventa occasione di confronto e trasformazione personale.

Nel corso degli anni ha pubblicato saggi dedicati al simbolismo e alla metamorfosi, oltre a contributi editoriali su figure rilevanti del pensiero contemporaneo come René Daumal. Questo lavoro si riflette anche nell’incontro veronese, che si preannuncia come un momento di dialogo tra discipline e linguaggi.

La cornice della Sala Fiumi

L’evento si svolgerà nella Sala Fiumi della Biblioteca Civica, spazio dedicato al poeta veronese Lionello Fiumi. Il centro studi a lui intitolato conserva un patrimonio di oltre 6.000 tra volumi e materiali, tra cui prime edizioni, riviste e documenti fotografici legati alla sua attività letteraria.

Trasferito nella sede attuale nel 2019, il fondo rappresenta un punto di riferimento per lo studio della poesia del Novecento, con particolare attenzione alla produzione italiana e francese.

Un appuntamento tra memoria e innovazione

La chiusura di CorpoLibro unisce quindi tradizione e sperimentazione. Da un lato la memoria letteraria custodita dalla Biblioteca Civica, dall’altro una proposta culturale che rinnova il modo di vivere la poesia, rendendola esperienza condivisa e dinamica.

L’incontro con Bartolomeo Cafarella rappresenta così un momento conclusivo che sintetizza lo spirito della rassegna, tra ricerca artistica, parola e dimensione collettiva.

Redazione

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