Il conto alla rovescia è iniziato: dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non sarà più valida come documento di riconoscimento. Al suo posto resteranno esclusivamente la Carta d’Identità Elettronica (Cie) e lo Spid come strumenti di accesso ai servizi della Pubblica amministrazione. Un cambiamento che rischia di creare difficoltà soprattutto tra la popolazione più anziana.
Per questo motivo lo Spi Cgil di Verona ha annunciato l’avvio del nuovo servizio di “Sostegno Digitale”, pensato per offrire un supporto concreto ai pensionati alle prese con il passaggio alle nuove identità digitali. L’iniziativa sarà presentata ufficialmente giovedì 5 marzo alle ore 11, nella sala Santi della Camera del Lavoro in via Settembrini 6, in zona Porta Palio.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare gli anziani nella comprensione e nell’ottenimento di Spid e Cie, evitando che la transizione tecnologica si trasformi in un ostacolo insormontabile. Il sindacato punta a fornire una vera e propria “bussola” per orientarsi tra procedure online, prenotazioni e attivazioni.
Il servizio sarà operativo in 21 sedi territoriali dello Spi Cgil distribuite in tutta la provincia di Verona. Gli interessati potranno prenotare un appuntamento e ricevere assistenza personalizzata per affrontare i passaggi necessari al rilascio della Carta d’Identità Elettronica, documento dotato di microchip che sostituirà definitivamente quello cartaceo.
In una prima fase, l’attività di supporto sarà concentrata proprio sugli adempimenti legati al nuovo documento. Successivamente, il progetto verrà ampliato per aiutare i pensionati ad accedere ai portali digitali degli enti pubblici, consentendo loro di utilizzare in autonomia i servizi online della Pubblica amministrazione, dall’Inps alle piattaforme comunali.
Il tema centrale è quello della tempistica. Secondo le stime del sindacato, nel territorio provinciale circolano ancora migliaia di carte d’identità cartacee. Se i rinnovi dovessero concentrarsi nelle settimane immediatamente precedenti alla scadenza di agosto, gli uffici anagrafici dei Comuni potrebbero trovarsi in forte difficoltà.
Il rischio di un “imbuto” burocratico è concreto, con possibili rallentamenti nelle procedure e tempi di attesa più lunghi per ottenere il nuovo documento. A lanciare l’allarme è il segretario dello Spi Cgil Verona, Adriano Filice, che invita a non sottovalutare la portata del cambiamento.
“È facile presumere che tra coloro che non hanno ancora effettuato il passaggio vi sia un’alta percentuale di grandi anziani”, sottolinea Filice. Per questa fascia di popolazione, la sostituzione della carta d’identità non rappresenta una semplice pratica amministrativa, ma l’ingresso in un sistema digitale spesso poco conosciuto e raramente spiegato in modo adeguato.
Il progetto “Sostegno Digitale” si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione dei servizi pubblici, sempre più orientati verso modalità online. L’accompagnamento e la formazione diventano quindi strumenti fondamentali per garantire inclusione e pari accesso ai diritti di cittadinanza, evitando che il divario tecnologico penalizzi le fasce più fragili.
Con l’avvicinarsi della scadenza del 3 agosto 2026, l’invito rivolto ai cittadini è quello di informarsi per tempo e di non attendere gli ultimi mesi per avviare le pratiche di rinnovo. L’assistenza diffusa sul territorio rappresenta un’opportunità per affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza e serenità.
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