Verona saluta una delle figure più influenti nella costruzione della propria identità turistica e culturale. È morto Alfredo Troisi, manager e dirigente che per oltre vent’anni guidò l’allora As.Co., oggi Confcommercio, lasciando un’impronta profonda nella promozione del territorio scaligero. Con la sua visione strategica, seppe intrecciare commercio, spettacolo e valorizzazione artistica, contribuendo a rafforzare il brand Verona in Italia e all’estero.
Il suo nome resta indissolubilmente legato a uno dei simboli più riconoscibili del Natale veronese. A metà degli anni Ottanta ideò la Stella Cometa di Piazza Bra, una grande struttura in acciaio pensata inizialmente per accompagnare una singola edizione della Rassegna Internazionale dei Presepi. Quell’intuizione, nata come intervento scenografico temporaneo, si trasformò in un elemento permanente dell’immaginario cittadino. Per quasi quarant’anni la Stella ha sovrastato l’Arena, diventando un punto di riferimento visivo e affettivo, fino al crollo avvenuto nel gennaio 2023.
Ma la sua attività non si esaurì nell’evento natalizio. Troisi fu tra i principali artefici della promozione lirica veronese, lavorando dietro le quinte dell’anfiteatro romano e contribuendo a consolidare il prestigio internazionale del Festival areniano. Nel ruolo di Segretario Generale della Fondazione Verona per l’Arena, promosse iniziative di gala e appuntamenti esclusivi in location di rilievo come Villa Arvedi, rafforzando l’immagine dell’opera come volano turistico.
La sua visione si tradusse anche nella creazione e nel sostegno a riconoscimenti di alto profilo. Tra questi spiccano il Premio “Giovanni Zenatello” e soprattutto l’Oscar della Lirica, evento che ha portato a Verona artisti e protagonisti della scena operistica mondiale. Attraverso questi progetti, Troisi contribuì a consolidare il ruolo della città come capitale internazionale dell’opera.
Parallelamente, ricoprì la presidenza dell’Azienda di Promozione Turistica e fu promotore di consorzi dedicati alla valorizzazione del territorio durante tutto l’arco dell’anno. L’obiettivo era superare la stagionalità e costruire un’offerta integrata capace di coniugare cultura, commercio e accoglienza. Una strategia che, nel tempo, ha rafforzato la competitività di Verona nel panorama nazionale.
La sua spinta progettuale andò oltre i confini locali. Con la nascita dell’Accademia Mondiale della Poesia e dell’Istituto Internazionale per l’Opera, Troisi contribuì ad ampliare la dimensione culturale della città su scala globale. Iniziative che hanno favorito il dialogo tra discipline artistiche diverse, proiettando Verona in circuiti culturali di respiro internazionale.
Manager riservato ma determinato, fu spesso definito un “architetto” della promozione territoriale, capace di trasformare intuizioni creative in strumenti concreti di sviluppo economico e culturale. La sua azione si collocò in un periodo di profonda trasformazione per il settore turistico, anticipando modelli di marketing territoriale oggi ampiamente diffusi.
Con la sua scomparsa, Verona perde una figura che ha saputo interpretare il legame tra identità e innovazione, lasciando segni tangibili nello spazio urbano e nel calendario degli eventi cittadini. Il suo contributo ha intrecciato in modo stabile commercio, turismo e arti performative, ridefinendo il modo in cui la città si racconta al mondo.
L’ultimo saluto ad Alfredo Troisi si terrà sabato 28 febbraio alle ore 10:30 nella basilica di Santa Anastasia, dove istituzioni, operatori culturali e cittadini renderanno omaggio a una personalità che ha segnato un’epoca della vita veronese.
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