Un rave party organizzato all’interno di un capannone dismesso nella campagna mantovana si è concluso con 42 denunce all’autorità giudiziaria, tra cui alcuni giovani provenienti dalla provincia di Verona. L’operazione è scattata all’alba di domenica 15 febbraio nella zona golenale del Po, nel territorio comunale di Dosolo, dopo la segnalazione di musica ad alto volume che aveva rotto il silenzio delle prime ore del mattino.
A intercettare per primi il suono sono stati i carabinieri della compagnia di Viadana, che hanno raggiunto l’area per un controllo. Una volta sul posto, i militari hanno accertato la presenza di un evento musicale non autorizzato in un capannone abbandonato, di proprietà di un’azienda agricola. All’interno e negli spazi antistanti lo stabile erano presenti circa 45 persone.
Scattato l’allarme, la macchina della sicurezza pubblica si è messa in moto rapidamente. Sul posto sono confluite pattuglie dei carabinieri, della polizia di Stato e della guardia di finanza. La questura lombarda ha immediatamente disposto servizi di ordine e sicurezza pubblica, coordinando le operazioni per circoscrivere l’area e presidiare le vie di accesso, così da impedire l’arrivo di ulteriori partecipanti.
L’intervento non è stato semplice: la zona interessata si estende tra campi e diversi edifici industriali dismessi, un contesto che avrebbe potuto favorire l’afflusso di altre persone. Il coordinamento tra le forze dell’ordine ha consentito tuttavia di isolare il sito e gestire la situazione senza ulteriori criticità .
All’interno del capannone, secondo quanto ricostruito dagli operatori, i ragazzi avevano allestito una vera e propria discoteca improvvisata. Era stato predisposto un banco per la consolle del dj, con casse acustiche di grandi dimensioni e un generatore di corrente necessario ad alimentare l’impianto di amplificazione. Un’occupazione abusiva dell’immobile trasformato per alcune ore in location musicale clandestina.
Tutti i presenti sono stati identificati. Grazie anche all’interlocuzione avviata con gli organizzatori, le forze dell’ordine sono riuscite a ottenere la cessazione dell’evento musicale poche ore dopo l’intervento iniziale. Dell’accaduto è stato informato il prefetto di Mantova, Roberto Bolognesi, che ha convocato d’urgenza il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per monitorare l’evolversi della situazione.
Una volta interrotta la musica, carabinieri e Digos di Mantova hanno proceduto al sequestro del mezzo utilizzato per il trasporto e la diffusione dell’amplificazione sonora, oltre a due telefoni cellulari riconducibili agli organizzatori. Questi ultimi sono stati denunciati con l’accusa di invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute o l’incolumità pubblica.
Al termine degli accertamenti complessivi, sono state deferite 42 persone, tra cui quattro minorenni. I giovani coinvolti provengono da diverse province del Nord Italia: Como, Trento, Cremona, Bologna, Verona, Mantova, Lodi, Milano, Pavia, Varese, Monza Brianza, Brescia, Bergamo e Reggio Emilia. Per tutti l’accusa contestata è quella di invasione di terreni ed edifici.
L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno dei rave party organizzati in strutture abbandonate, spesso in aree isolate, con rischi connessi sia alla sicurezza dei partecipanti sia all’ordine pubblico. In questo caso, l’intervento tempestivo delle forze di polizia ha permesso di interrompere l’evento e identificare i presenti, evitando un possibile ampliamento del raduno.
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