È stata inaugurata a Cadidavid (Verona) Casa Corbella, una struttura di accoglienza protetta dedicata a uomini senza fissa dimora dimessi dagli ospedali ma ancora bisognosi di cure e assistenza. Il progetto, realizzato grazie alla co-progettazione tra il Comune di Verona e l’ATI composta da Il Samaritano e Comunità dei Giovani, offre ospitalità a 20 persone adulte o anziane in condizioni di forte vulnerabilità socio-sanitaria.
Un servizio disponibile 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, che risponde a una necessità sempre più urgente: evitare il ritorno in strada dopo un ricovero, prevenendo ricadute, cronicizzazione e nuovi accessi inappropriati ai Pronto Soccorso.
Un modello di accoglienza post-acuzie per la marginalità adulta
La missione di Casa Corbella è chiara: garantire un periodo di convalescenza dignitoso e sicuro a chi non ha un’abitazione, un caregiver o risorse economiche. Le persone accolte spesso convivono con patologie croniche e degenerative, come tbc, neuropatie, insufficienze renali, disturbi cardio-circolatori o epatopatie alcol correlate, che non possono essere gestite in strada senza rischi per la salute e la vita.
Dall’avvio della prima fase del progetto nell’ottobre 2024, sono già state ospitate 30 persone, con una permanenza media di sei mesi. Gli ospiti sono in prevalenza uomini tra i 35 e i 64 anni, ma sono presenti anche anziani over 65 e giovani adulti. Le nazionalità spaziano da italiani (6) a cittadini UE (5) e non UE (19).
Una struttura rinnovata grazie ai fondi PNRR
Il progetto è stato reso possibile anche grazie a finanziamenti ottenuti dal PNRR, con due linee di intervento principali:
-
57.330 euro per il rafforzamento dei servizi domiciliari e la dimissione assistita;
-
300.000 euro per il progetto “Housing First”, centrato sull’inclusione abitativa.
Grazie a queste risorse, Casa Corbella è stata completamente riattata, con interventi che hanno incluso impianti ad alta efficienza energetica, arredi nuovi, camere da 2-3 posti letto con servizi privati, accesso continuo agli spazi e sorveglianza attiva.
Un’équipe multidisciplinare per un aiuto personalizzato
Ogni ospite di Casa Corbella è seguito attraverso un progetto individualizzato di accompagnamento e supporto socio-sanitario, elaborato da un’équipe composta da:
-
Assistente sociale
-
Educatore professionale
-
Operatore sociale
-
Operatore socio-sanitario
-
Infermiere
-
Personale amministrativo
L’approccio integrato permette di monitorare costantemente la salute degli ospiti, garantire l’assunzione delle terapie, supportare la loro autonomia e, se possibile, favorire percorsi di reinclusione sociale.
Un modello replicabile per l’accoglienza post-ospedaliera
“Questo progetto – ha spiegato l’assessora Luisa Ceni – rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato sociale. La risposta a fragilità sempre più diffuse deve passare per soluzioni strutturate, durature e condivise, capaci di dare continuità alla cura anche fuori dalle strutture sanitarie”.
Casa Corbella, dedicata alla memoria di Chiara Corbella, Serva di Dio proclamata dalla Chiesa cattolica nel 2018, nasce come risposta concreta ai bisogni della popolazione senza dimora a Verona, già emersi con forza durante un’esperienza sperimentale avviata nel 2021.
Oggi, grazie alla formalizzazione del progetto in co-progettazione e agli investimenti ottenuti, la struttura rappresenta una risorsa stabile e preziosa per il territorio.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.