Caso Lucia Raso: la famiglia si oppone a una nuova archiviazione

A cinque anni dalla morte, la Procura chiede di chiudere il caso. I familiari: "Abbiamo ancora fiducia nella giustizia"

A cinque anni dalla scomparsa di Lucia Raso, la giovane commessa veronese morta in circostanze mai chiarite in Germania, la Procura ha presentato una nuova richiesta di archiviazione delle indagini. Ma la famiglia della ragazza, sin dall’inizio convinta che non si sia trattato di una morte accidentale, ha annunciato che si opporrà nuovamente alla chiusura del caso.

Ci opporremo anche questa volta all’archiviazione delle indagini – ha dichiarato la madre – ma continuiamo ad avere fiducia nell’operato della magistratura. Siamo sulla strada giusta per arrivare alla verità”.

Unico indagato l’ex fidanzato, accusa di omicidio volontario

Nel fascicolo aperto dalla magistratura italiana, l’unico indagato è stato l’ex fidanzato di Lucia, accusato inizialmente di omicidio volontario. Tuttavia, nel corso degli anni, le indagini non hanno portato a elementi ritenuti sufficienti per un rinvio a giudizio, portando a richieste di archiviazione già in passato. I familiari, però, non hanno mai smesso di chiedere ulteriori accertamenti, convinti che la verità non sia ancora emersa.

Una serata in ricordo a San Massimo

In occasione dell’anniversario, la famiglia Raso ha organizzato per lunedì 24 novembre una serata commemorativa presso la Sala polifunzionale di San Massimo, a Verona. Un evento che vuole essere non solo un momento di ricordo, ma anche un appello alla giustizia e alla verità ancora da accertare.

L’iniziativa sarà aperta al pubblico, e rappresenterà un’occasione per mantenere viva l’attenzione sul caso, affinché non venga dimenticato e perché si possa finalmente fare chiarezza su quanto accaduto in Germania 5 anni fa.

Un dolore che chiede ancora risposte

La morte di Lucia Raso, avvenuta mentre si trovava all’estero, ha sin da subito sollevato dubbi tra amici e familiari, anche per la mancanza di riscontri certi sulle circostanze in cui sarebbe avvenuto il decesso. La famiglia continua a sostenere la tesi dell’omicidio e a contestare l’ipotesi dell’incidente o del gesto volontario, ritenendola priva di fondamento.

Il caso rappresenta un doloroso esempio di battaglia per la verità che si protrae nel tempo, e che oggi più che mai richiede chiarezza e giustizia, anche per rispetto della memoria di Lucia.

Redazione

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