A Pazzon torna la festa del pero trentosso tra sapori, arte e solidarietà

Nel weekend del 26 e 27 ottobre, l’evento celebra il frutto baldense con piatti tipici, mercatini, passeggiate e una cena solidale per aiutare la piccola Vera

Un weekend dedicato alle tradizioni contadine, ai sapori d’autunno e alla solidarietà: sabato 26 e domenica 27 ottobre torna a Pazzon, frazione di Caprino Veronese, la “Festa del pero trentosso – Alla scoperta dei frutti perduti”, manifestazione nata nel 2014 per valorizzare un frutto quasi scomparso delle montagne baldensi. L’iniziativa, promossa da un comitato di cittadini, si è consolidata negli anni diventando un appuntamento fisso per residenti, visitatori e produttori locali.

La festa si aprirà sabato alle 18, nella sala parrocchiale, con la presentazione del libro “Le radici del gusto” di Carlo Mantovani: un viaggio attraverso i sapori e gli alberi monumentali della provincia veronese, tra cultura e biodiversità gastronomica.

Alle 20 si terrà una cena con piatti tipici del territorio, tra cui il tradizionale risotto al pero trentosso, protagonisti i sapori locali e di stagione. L’intero incasso sarà devoluto al “Progetto Vera”, iniziativa solidale a sostegno di una bambina di Caprino affetta da spina bifida e di altri 61 bambini colpiti da disabilità simili.

La domenica mattina, dalle 9, si aprirà la fiera con i banchi dei produttori locali, che porteranno in piazza i frutti dell’autunno: pere, noci, cachi, patate, melagrane, verze, nespole, insieme alle creazioni di artigiani della zona. Alle 9.30 partirà una passeggiata verso Porcino, alla scoperta delle antiche fornaci attive sin dagli anni ’50 per la produzione di tegole e mattonelle.

Dalle 12 spazio alla cucina contadina, con un menù che comprende gnocchi di pane, minestrone, stracotto d’asino con polenta, piatti vegetariani e peri cotti come dessert, offrendo un autentico assaggio della tradizione baldense.

Nel pomeriggio, alle 15, i bambini della scuola primaria di Pazzon porteranno in piazza una creazione artistica collettiva, segno dell’intreccio tra memoria, identità locale e partecipazione intergenerazionale.

La festa si concluderà al tramonto con la premiazione del concorso dedicato al pero trentosso, in un clima di comunità e condivisione.

Redazione

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